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Economia
Petrolio: sotto 100 dollari, Opec non taglia produzione
Redazione
18 anni fa

Il petrolio in picchiata rompe gli argini dei 100 dollari, con il 'Brent' scambiato a Londra ai minimi di cinque mesi. E l'orientamento dell'Opec aiuta la discesa delle quotazioni. Il 'cartello' dei 13 paesi produttori, riunitosi a Vienna, sceglie di mantenere inalterata la produzione, senza operare quel taglio alle forniture che pure era stato ventilato e che trovava alcuni sostenitori tra quei paesi - come l'Iran, ma anche il Venezuela - decisi a giocare la carta di un nuovo rialzo delle quotazioni. La strada imboccata dall'Opec, invece, ha contribuito a raffreddare ulteriormente le quotazioni del barile, scese al nuovo minimo da 5 mesi, sotto i 104 dollari. Nonostante l'avvicinarsi dell'uragano Ike al Golfo del Messico e i timori per le conseguenze del passaggio dell'uragano in quest'area, interessata da importanti impianti petroliferi, il prezzo del greggio quindi ripiega. Il presidente dell'Opec, l'algerino Chakib Khelil, ha indicato che intervenire con un 'taglio' non serve, aggiungendo che i prezzi "potrebbero scendere ancora". E oggi in effetti, il prezzo del petrolio - che già nei giorni scorsi aveva segnato un ribasso - è sceso ancora, sia a New York, con il barile a 103,17 dollari (-3%), sia a Londra, con il Brent a 99,50 dollari, livello che non si vedeva da oltre cinque mesi. Un ribasso del 30% rispetto al picco di luglio, quando superò i 147 dollari, sostenuto anche dalla ripresa del dollaro. L'oro nero, quindi, infrange quota 100 dollari, aprendo allo scenario di un ulteriore ribasso una volta sfondata questa importante barriera tecnica. ATS

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