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Economia
Petrolio: Opec pronta a intervento, nuovo record gasolio
Redazione
19 anni fa

Corrono ancora i prezzi del petrolio verso quota 100 dollari al barile. Anche se oggi il barile si è mantenuto leggermente sotto il record di 98,62 dollari toccato ieri, prosegue l'impennata dei carburanti, con un nuovo massimo per il gasolio che tocca 1,276 euro, mentre la benzina si porta a 1,369 euro. Per l'Opec a spingere i prezzi sono le speculazione sui mercati dei futures: per il segretario generale dell'organizzazione dei paesi produttori, Abdalla el-Badri, è un fattore che pesa più di "problemi di natura geopolitica, calo del dollaro, sistema di raffinazione". Non ci sarebbero invece problemi sul mercato, che "resta ben rifornito di greggio". Comunque, se si dovessero manifestare problemi di fornitura non adeguata alla domanda, l'Opec garantisce di essere "pronta a fare la sua parte come sempre", intervenendo già dalla prossima riunione ad Abu Dhabi il 5 dicembre. Anche per il presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, a spingere i prezzi è la "speculazione sui mercati dei future". Speculazione che gli stessi petrolieri - nei giorni scorsi - hanno stimato avere un peso di almeno 20-25 dollari sul costo di ogni barile. Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, teme che la corsa del prezzo del petrolio possa avere impatto sull'inflazione, e parla di segnali che indicano la possibilità che il prezzo del petrolio continui a crescere. Ed anche il presidente della Fed, Ben Bernanke, stimando un forte rallentamento dell'economia Usa nel quarto trimestre accenna ai rischi di inflazione legati al petrolio. Il Fondo Monetario Internazionale si aspetta "che i prezzi si attestino sugli attuali livelli per un po' a causa di un irrigidimento dei fondamentali, anche se ancora gestibili e con un impatto di tipo macroeconomico moderato", ha detto David Hawley, senior advisor delle relazioni esterne del Fmi. ATS

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