
Il bel tempo ha dato una mano al turismo svizzero, ma c'è anche dell'altro: questa in sintesi la reazione di Hotelleriesuisse ai dati odierni sulle notti registrate negli alberghi svizzeri durante la stagione estiva, che hanno segnato un aumento di quasi il 6%. "Non si discute: il tempo incredibilmente bello fino a novembre ha avuto un forte impatto sui pernottamenti", afferma Patric Schönberg, responsabile comunicazione e marketing presso l'associazione degli albergatori. In particolare giugno - secondo mese più caldo dall'inizio delle registrazioni storiche da parte dei meteorologi - è stato da incorniciare, con un +9,5%. Ma l'ampio soleggiamento non spiega tutto: ha avuto prima di tutto un influsso positivo anche l'indebolimento del franco. "Siamo tornati nuovamente competitivi nell'arco alpino", spiega all'ats Schönberg. E grazie al miglioramento congiunturale dagli Stati Uniti sono arrivati di nuovo più ospiti per soggiorni lunghi: +12% le notti da ascrivere agli USA. La Confederazione è tornata di moda anche per i cinesi, che l'anno scorso avevano disertato in parte l'Europa per paura di attentati. Secondo Schönberg però la crescita di quest'anno non può essere attribuita a questo fattore: la Svizzera è infatti comunque considerata un paese sicuro. A suo avviso la tendenza è più di fondo: da diversi anni le strutture alberghiere cercano di posizionare la loro offerta al di là della mera proposta di un letto e della colazione. "La strategia di vendere un pacchetto completo, con ad esempio offerte legate al benessere, allo sport e alla gastronomia, sta lentamente dando frutti". Secondo Hotelleriesuisse si assiste inoltre a un trend "going local": "i giovani trascorrono le vacanze in Svizzera più spesso di prima", sostiene Schönberg.
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