
La vicenda di bustarelle e corruzione in Nigeria costerà, cosiderando anche i mancati guadagni, 300 milioni di franchi a Panalpina, uno dei leader mondiali del trasporto aereo e marittimo: Lo indica Monika Ribar, presidente della direzione, al domenicale "Sonntag". Panalpina aveva cessato di operare in Nigeria dopo essere stata accusata nel 2007 dagli Stati Uniti di corruzione e accordi illeciti sui prezzi, in violazione alla legislazione americana in materia, il Foreign Corrupt Practices Act. Il ritiro dalla Nigeria aveva pesato sui risultati del gruppo e comportato una flessione del corso delle azioni, fatto questo che aveva peraltro spinto un azionista americano a chiedere un risarcimento. Panalpina e le autorità USA alla fine del 2009 avevano raggiunto un primo accordo extragiudiziale e nello scorso aprile la società aveva comunicato di prevedere a suo carico una multa a costi processuali pari a complessivi 120 milioni di franchi. La domanda che bisogna porsi, ha detto la Ribar nell'intervista, "è fino a quando un'azienda è disposta a farsi logorare da un caso come questo". Dalle indagini non sono emerse prove evidenti di versamenti illeciti: sono comunque venuti alla luce indizi e Panalpina vuole chiudere al più presto la vertenza. Il gruppo logistico è indagato per attività cartellistiche anche in altri paesi, in particolare nell'Unione europea: per ora non è però possibile prevedere quando queste procedure saranno portate a termine. ATS
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