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Economia
Ottimi segnali per industria svizzera, indice PMI a massimi da 2011
Redazione
9 anni fa

Ulteriori segnali incoraggianti per l'industria svizzera: l'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) si è attestato in agosto a 61,2 punti, 0,3 punti in più di luglio: è il livello più elevato dal febbraio 2011. Le prospettive per l'occupazione non sono altrettanto luminose di quelle per commesse e produzione. Un valore del PMI superiore ai 60 punti era stato finora registrato soltanto nel periodo del boom edilizio, sottolineano in un comunicato odierno gli economisti di Credit Suisse, che interpretano i dati raccolti mensilmente in un sondaggio dall'associazione di categoria Procure.ch. Su base annua l'indice PMI è salito di 9,6 punti. La nuova progressione in agosto si spiega in particolare con l'aumento della produzione. Il relativo subcomponente è balzato dal già elevato livello di 63,8 punti di luglio a 66,1 punti, una quota raggiunta per l'ultima volta nel 2010. Dal canto suo, il subcomponente "commesse in portafoglio", pur rimanendo al di sopra della soglia di crescita di 50 punti, ha registrato un calo di 3,4 punti a 61,8. "Le commesse in portafoglio restano abbondanti, il che lascia presagire una produzione industriale dinamica per i prossimi mesi", ritengono gli autori dell'inchiesta. Prospettive per l'occupazione meno brillanti Il predominante ottimismo dell'industria manifatturiera si riflette tuttavia solo parzialmente nelle prospettive d'impiego: in agosto il relativo subcomponente è diminuito di 1,7 punti, a 52,9. Per la seconda volta consecutiva, il subcomponente "prezzi" è invece aumentato, raggiungendo nel mese in rassegna il valore di 61,3 punti. Ciò è da ricondursi in primis al deprezzamento del franco. L'indice PMI è considerato uno dei principali indicatori dell'andamento futuro dell'economia elvetica, insieme al barometro del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF).

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