
Le esportazioni di orologi nel 2008 hanno raggiunto il livello record di 17 miliardi di franchi. Tuttavia, il rallentamento della congiuntura non ha risparmiato questo settore, indica una nota odierna della Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH). Nel mese di dicembre si è registrata infatti una flessione del 7,6%. In novembre era stato ancora peggio con una calo del 15,4%. FH prevede un inizio del 2009 in rosso. Sul settore gravano parecchie incognite, precisa la FH, che impediscono al momento di fare previsioni sull'andamento futuro. Per contro, il 2008 era incominciato alla grande, con forti tassi di crescita mensili che hanno contribuito al record. Rispetto al 2007, si è verificata una crescita del 6,7%, ossia oltre un miliardo di franchi. Quanto alla ripartizione geografica dell'export, Hong Kong si afferma come uno dei mercati principali, con un aumento annuale del 10,9%. Dopo un incremento registrato in estate, le esportazioni negli Stati Uniti sono scese verso la fine dell'anno. Su un anno la flessione è stata del 3%. La situazione in Giappone è stata negativa per tutto il corso del 2008 (-4,5%). In Europa si è verificata una progressiva flessione dell'export. Su un anno è stata registrata tuttavia una crescita del 3,6%. Forte aumento invece delle esportazioni verso la Cina - +43,1% - che guadagna due posti diventando così il settimo maggior acquirente di orologi svizzeri. In forte crescita anche i mercati asiatici, quello mediorientale e dell'Estremo oriente. A causa del forte rallentamento nel quarto trimestre, diverse aziende hanno annunciato soppressioni di impieghi. ATS
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