
Oro in frenata al mercato di NeW York, dove le quotazioni hanno registrato il ribasso più forte da 28 anni. Nelle contrattazioni elettroniche, i futures sono arrivati a perdere fino al 7,6% (a 828,50 dollari all'oncia), la flessione più marcata dal 7 novembre del 1980. A Londra le quotazioni hanno segnato un calo del 3% a 825,12 dollari all'oncia per poi risalire attorno agli 838 dollari. L'inversione di rotta fa seguito alla mobilitazione delle banche centrali, che stanno pompando consistente liquidità nel sistema, e delle autorità Usa per contrastare la crisi dei mercati. In particolare, gli investitori hanno accolto positivamente la notizia che il Tesoro americano e la Federal Reserve puntano a creare un fondo in cui raccogliere i titoli non liquidi che gravano sui bilanci delle banche. Al tempo stesso, la Sec ha deciso di bloccare fino all'inizio di ottobre le vendite allo scoperto che in questi giorni hanno fatto crollare i titoli di istituti come Morgan Stanley e Goldman Sachs. ATS
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