
Con una maxi operazione a sorpresa si ridisegna il panorama dell'informatica negli Usa: Oracle, gruppo leader nel campo del software aziendale, acquista la società di hardware e software Sun Microsystems. Esce così definitivamente di scena Ibm, l'altro potenziale pretendente per Sun, che aveva recentemente annunciato la fine delle trattative condotte negli ultimi mesi. Motivo della rottura era stato il mancato accordo sul prezzo, con un secco rifiuto da parte della società di Santa Barbara a un'offerta ritenuta troppo bassa. Il valore complessivo dell'acquisizione è di 7,4 miliardi di dollari, pari a 5,6 miliardi se si esclude l'assunzione del debito della stessa Sun da parte di Oracle. Per ogni azione della rivale, Oracle è pronta a pagare 9,5 dollari, con un premio del 42% rispetto alla chiusura in Borsa venerdì. L'ultima offerta presentata da Ibm per l'acquisizione del gigante del software e dei server era stata invece di 9,40 dollari ad azione. L'operazione, che dovrebbe essere finalizzata entro l'estate, è già stata approvata all'unanimità, "con entusiasmo", dal cda di Sun Microsystems. Da tempo infatti era convinzione generale che quest'ultima, i cui sistemi di server sono stati per molto tempo venduti assieme ai software di Oracle, dovesse unirsi con un partner di più grandi dimensioni per poter competere con concorrenti del calibro di Ibm, Hewlett-Packard e Dell. D'altra parte, l'accordo tra le due società aiuta anche la Oracle a diventare più forte sul mercato, dandole la possibilità di vendere hardware e di usufruire pienamente di alcuni degli importanti software di Sun quali la tecnologia Java oltre che il sistema operativo Solaris. Larry Ellison, amministratore delegato di Oracle, ha definito Java come "il più importante software che abbiamo mai acquisito", mentre per il presidente di Sun, Scott McNealy "non c'è dubbio che questa transazione ridefinisce l'industria" di settore. "Questa combinazione - ha proseguito - è una naturale evoluzione dei nostri rapporti". Secondo le stime di Oracle, l'acquisto di Sun contribuirà con più di 1,5 miliardi di dollari al proprio profitto operativo nel primo anno e con oltre 2 miliardi nel secondo anno. Immediata la reazione in Borsa, dove i titoli Sun sono arrivati a guadagnare quasi il 40% (+36% ad un massimo di 9,15 dollari), mentre quelli di Oracle hanno perso fino al 7% (a 17,73 dollari). ATS
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