
Saltata la vendita a Magna, General Motors si appresta a restituire al governo tedesco il prestito ponte da 1,5 miliardi di dollari concesso per salvare Opel. L'amministratore delegato del colosso di Detroit, Fritz Henderson, ha fatto sapere che il prestito verrà restituito entro la fine di novembre. Tuttavia, sembra emergere una certa confusione sulla cifra da restituire a Berlino. GM, infatti, nel corso dei mesi non ha completamente attinto al fondo messo a disposizione dall'esecutivo di Angela Merkel. Per Henderson la somma da restituire sarebbe 900 milioni, mentre Dirk Pfeil, membro del Cda del fondo creato per vigilare su Opel, ha indicato circa 800 milioni, aggiungendo che a GM verranno concessi non più di 2,5 miliardi di dollari in aiuti statali, da parte dei vari paesi europei in cui è presente uno stabilimento Opel, e che la casa di Detroit dovrà stanziare l'altro "mezzo milione di dollari". GM stima per la ristrutturazione della casa tedesca un costo di tre miliardi di dollari. La settimana prossima i vertici di GM incontreranno il governo tedesco per discutere del piano di ristrutturazione di Opel il quale prevede una riduzione dei costi di circa il 30%, che si traduce in un taglio di circa 10.000 posti di lavoro. Attualmente Opel impiega oltre 50.000 persone nei suoi stabilimenti in Germania, Spagna, Belgio, Polonia e nel Regno Unito dove produce sotto il marchio Vauxhall. Intanto oggi il sindacato dei dipendenti della casa tedesca ha fatto sapere che punta ad avere un ruolo più significativo nelle decisioni della nuova società dopo che GM ha annullato la vendita alla canadese Magna. Il presidente del consiglio di fabbrica di Opel, Klaus Franz, ha spiegato che si chiederà a GM di trasformare Opel in una joint-stock company in modo da rafforzare il potere dei lavoratori all'interno della società di Ruesselsheim. "La credibilità dei vertici di Gm è vicina allo zero", ha detto Franz. "La loro strategia non è orientata al futuro e da parte dei lavoratori non ci sarà nessuna concessione". Sempre oggi il presidente americano Barack Obama ha informato Angela Merkel di non essere stato coinvolto nella decisione di GM di tenersi Opel. ATS
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