
General Motors apre alla Magna, mentre il governo tedesco chiede al gruppo Usa una decisione immediata sulla Opel e risponde con fermezza all'eventualità di una marcia indietro sulla vendita a favore di un risanamento fai-da-te con fondi propri e l'aiuto di alcuni paesi europei: Berlino concederà i promessi aiuti di Stato solo a fronte di una cessione al gruppo austro-canadese Magna. Quando mancano solo cinque giorni al cda Gm, previsto per martedì prossimo, il presidente di Gm Europa, Carl-Peter Forster, non esclude la possibilità di un risanamento fatto in casa ma commenta: "Per me la Magna è la (candidata) più probabile perché tutte le condizioni sono state soddisfatte, i contratti sono stati negoziati e inoltre ci sono anche i finanziamenti". Forster lascia comunque una porta aperta all'eventualità che la Gm possa tenere la Opel: a determinate condizioni, osserva infatti, "la Opel può prosperare con la Gm". Niente di definitivo, quindi, ma comunque un messaggio rassicurante al ministro dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg (Csu), che proprio oggi ha detto senza mezzi termini: "Per noi, una cosa é chiara, i fondi tedeschi verranno dati solo per la soluzione che stiamo negoziando adesso". Il ministro ha poi confermato l'appoggio del governo al piano del consorzio Magna-Sberbank. "Per il momento, l'offerta dell'investitore Magna è la più plausibile dal punto di vista industriale e secondo il governo tedesco è la migliore - ha sottolineato -. Per questo, vi abbiamo vincolato la nostra offerta di finanziamenti". Le parole di Guttenberg seguono le indiscrezioni pubblicate ieri dal quotidiano americano "Wall Street Journal" (Wsj), secondo cui la Gm si aspetta di ricevere aiuti per un miliardo di euro da Spagna, Gran Bretagna e Polonia per la ristrutturazione della Opel e potrebbe investire nella stessa operazione fondi propri per oltre un miliardo di euro. Anche il ministro del Lavoro tedesco, il socialdemocratico Olaf Scholz, è intervenuto nella vicenda. L'esponente della Spd non ha commentato le indiscrezioni del Wsj, ma ha detto: "Abbiamo bisogno di una decisione adesso". E poi, alludendo a Magna, ha aggiunto: "Loro sanno chi preferiamo". A rincarare la dose ci ha pensato il capogruppo dell'Unione Cdu-Csu al Bundestag, Volker Kauder (Cdu), il quale ha avvertito la Gm che dovrà restituire immediatamente gli 1,5 miliardi di euro concessi dal governo tedesco e dalle regioni sotto forma di prestito ponte, se deciderà di non vendere più la Opel. "Se Gm non volesse più vendere Opel, chiederemo indietro al gruppo americano il finanziamento ponte da 1,5 miliardi di euro", ha detto Kauder quotidiano "Handelsblatt". "Possiamo solo ricordare di nuovo al vertice di Gm di attenersi all'accordo raggiunto pochi mesi fa e di negoziare un contratto con la Magna", ha aggiunto. In attesa del cda dell'8 settembre, il sindacato dà dell'illusa alla Gm, osservando che se pensa di riuscire a risanare la Opel solo con due miliardi di euro si sbaglia di grosso. Questi sono "conti campati in aria", ha detto il presidente del consiglio di fabbrica della casa automobilistica tedesca, Klaus Franz, che ha commentato le indiscrezioni del Wsj. Secondo il leader sindacalista, per una ristrutturazione e lo sviluppo di nuovi modelli sono necessari almeno sei miliardi di euro. ATS
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