Cerca e trova immobili
Economia
Opel; da Ue ok ad aiuti stato per filiali Gm
Redazione
17 anni fa

Via libera di Bruxelles alla possibilità di concedere aiuti di Stato per venire incontro alle difficoltà finanziarie delle filiali europee di General Motors, tra cui la tedesca Opel, la svedese Saab e la britannica Vauxhall. A patto però che "nessuna misura nazionale sia presa in assenza di coordinamento" con tutti i Paesi interessati e la Commissione Ue. E' l'esito della riunione svoltasi a Bruxelles tra i rappresentanti dell'esecutivo europeo (il vicepresidente Gunter Verheugen e la commissaria alla concorrenza Neelie Kroes) e i ministri europei dell'industria. Al tavolo, per l'Italia, il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, che proprio a Bruxelles riceve la notizia del possibile accordo tra Gm e il gruppo austro-canadese Magna, dicendosi convinto che la Fiat non é ancora fuori dai giochi sul caso Opel. Anzi, assicura che nei colleghi europei ha colto "una maggiore preferenza verso il progetto industriale più solido, quello del Lingotto". "L'ipotesi su cui si starebbe ragionando - ha spiegato Scajola - è quella della costituzione, attraverso un prestito ponte da 1,5 miliardi, di una società che per sei mesi gestisce Opel e garantisce la permanenza dei siti nell'attesa che venga perfezionato l'accordo con l'acquirente, che potrà essere Fiat o Magna. Anche se al momento - ha ammesso il ministro - General Motors sembra privilegiare Magna". Per Scajola, quindi, "il prestito ponte è uno strumento utile per permettere il passaggio alla nuova proprietà. L'importante, e lo abbiamo detto chiaramente oggi all'incontro con gli altri ministri Ue e la Commissione, è che non sia distorsivo della concorrenza e penalizzante per le altre case automobilistiche". Un punto questo sulla quale ha insistito la Commissione e sul quale si sono trovati d'accordo tutti i ministri presenti alla riunione di Bruxelles. "Le regole europee sugli aiuti di Stato - si legge nel comunicato finale dell'incontro - possono permettere, a certe condizioni, che gli Stati membri supportino rapidamente le filiali europee di Gm": si tratta non solo di Opel, Saab e Vauxhall, ma anche delle fabbriche gestite direttamente da Gm Europe in diversi Paesi europei (Italia, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Spagna, Ungheria, Polonia, Portogallo). Per Bruxelles il sostegno pubblico dovrà appunto avvenire "senza distorsioni eccessive della concorrenza" e dovrà essere "strettamente fondato su criteri oggettivi ed economici, senza condizioni riguardanti l'allocazione degli investimenti o la distribuzione geografica delle misure di ristrutturazione". "Saremo vigili", ha assicurato il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, che riferendosi al caso Opel ha messo in guardia dall'adozione di decisioni senza un adeguato scambio di informazioni e il necessario coordinamento tra tutte la parti interessate. Intanto a Bruxelles è stata decisa la creazione di una struttura di lavoro europea a sostegno degli Stati membri, per assicurare loro la giusta informazione e il giusto coordinamento sia sulle questioni di natura industriale che su quelle di natura concorrenziale. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata