
Anche la Spagna, dopo il Belgio, critica le trattative del governo tedesco per il salvataggio della Opel, mentre Berlino assicura che tutti i paesi europei coinvolti cercheranno di trovare le basi per un finanziamento comune dell'operazione. Alla riunione dei rappresentanti dei paesi Ue che ospitano gli impianti della casa automobilistica, tenuta oggi nella capitale, non sono mancate le polemiche, ma l'Esecutivo tedesco non perde la fiducia in una soluzione in tempi brevi della vicenda. L'incontro odierno, al ministero dell'Economia, non ha prodotto risultati concreti, ma ha fornito l'occasione per il primo faccia-a-faccia tra i paesi coinvolti nell'operazione Opel dopo l'annuncio di giovedì scorso della scelta di vendere al consorzio Magna-Sberbank. E gli spagnoli non hanno esitato ad esprimere la loro posizione sulla gestione delle trattative da parte di Berlino. "Oggi ci è stato chiesto di pagare il conto senza aver visto il menù", ha commentato il ministro dell'Industria spagnolo, Miguel Sebastian, al termine della riunione. Sebastian, ha inoltre detto che Madrid chiederà alla Commissione europea di rivedere i termini dell'accordo relativi alla vendita di Opel a Magna perché potrebbero violare le norme Ue sulla concorrenza. In particolare, il governo spagnolo teme che in seguito agli aiuti di stato, Magna chiuda alcuni impianti Opel nel Paese iberico per concentrare la produzione in Germania. Per Madrid il salvataggio di Opel deve essere "un progetto europeo e una soluzione europea", ha sottolineato Sebastian. Una posizione, questa, del tutto simile a quella espressa dal ministro degli Esteri del Belgio, Yves Leterme, il quale domenica scorsa aveva detto che chiederà il "rigido rispetto" delle regole Ue sugli aiuti di stato nel dossier Opel. In particolare, Leterme, ex premier del Belgio e già presidente della regione delle Fiandre, teme ripercussioni negative per l'impianto di Anversa, che occupa circa 2.600 persone e che - secondo il piano industriale di Magna - dovrebbe essere chiuso. Da parte sua, il governo tedesco non ha perso la fiducia su un accordo per la ripartizione tra i paesi europei interessati (oltre a Germania, Belgio e Spagna c'é anche la Gran Bretagna) degli aiuti di Stato promessi dalla Germania (4,5 miliardi di euro in tutto). "Tutti i paesi che ospitano gli impianti della Opel si sforzeranno di trovare le basi per un finanziamento comune" dell'operazione, ha commentato in un comunicato il ministero dell'Economia alla fine dell'incontro. Altri colloqui, ha aggiunto, si terranno nel prossimo futuro, sottolineando che la Magna deve ancora presentare un piano dettagliato per la Opel. Un piano, ha detto da parte sua un rappresentante del ministero dell'Industria spagnolo, che dovrebbe arrivare il prossimo sette ottobre. Nel frattempo, la Volkswagen e la Bmw stanno pensando di interrompere i loro rapporti con la Magna, che è uno tra i principali fornitori di componenti d'auto a livello mondiale, per evitare di avere la concorrenza in casa. "A noi, come gruppo, non piace se i nostri fornitori diventano concorrenti", ha detto il presidente del consiglio di sorveglianza di Volkswagen, Ferdinand Piech, aggiungendo: "Troveremo facilmente altri" fornitori. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

