
Berlino prosegue sulla sua strada nell'operazione Opel nonostante il parere contrario della Commissione Ue al pacchetto di aiuti promesso per il salvataggio della casa automobilistica: il ministro dell'Economia ritiene che il verdetto della Commissaria Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, non farà fallire l'operazione e si dice fiducioso di poter "risolvere" eventuali "malintesi" con Bruxelles. "C'è grande comprensione sull'azione della Commissione europea", ha detto il ministro Karl-Theodor zu Guttenberg (Csu) a margine di un incontro a Berlino per la formazione del nuovo governo. Eventuali "malintesi", ha aggiunto, verranno chiariti e "penso che troveremo le risposte giuste". Rispondendo poi a chi gli chiedeva se i timori della Kroes possano significare il fallimento dell'operazione, Guttenberg ha detto: "No, non lo penso", sottolineando che le trattative sono "sulla strada giusta". E poi, a chi gli chiedeva come intende reagire ai dubbi della Commissione Ue, ha aggiunto: "Risolvendoli". Già venerdì, il ministro aveva annunciato che la Polonia e l'Austria si sono impegnate per iscritto a contribuire al pacchetto di aiuti pubblici promesso da Berlino, spiegando che dalla Gran Bretagna e dalla Spagna arrivano segnali positivi. Tuttavia, secondo la Commissione Ue ci sono "significativi indizi" che l'aiuto sia "incompatibile" con le regole europee a tutela della concorrenza. Il pacchetto, per un totale di 4,5 miliardi di euro (incluso un prestito ponte da 1,5 miliardi) sarebbe illegittimo perché è stato vincolato a un "acquirente specifico", il produttore di componenti Magna in cordata con la banca russa Sberbank. Per questo, la Kroes ha già scritto a Guttenberg, per esprimergli le "inquetudini" di Bruxelles. "Bene ha fatto il Commissario europeo alla concorrenza, Neelie Kroes, a diffidare il Governo tedesco dal concedere 4,5 miliardi di euro alla Opel se questo prestito governativo fosse condizionato alla vendita della stessa Opel a Magna in cambio dell'impegno a non chiudere le quattro fabbriche in Germania - ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola -. In questo caso, infatti, ci sarebbe un'infrazione alle regole che vietano gli aiuti di Stato alle imprese". Di parere opposto, il presidente del gruppo parlamentare della Cdu all'Europarlamento, Werner Langen, secondo il quale la "Kroes, si sopravvaluta e non decide in maniera oggettiva". Bruxelles, ha aggiunto, "deve riflettere se vuole mettere in pericolo decine di migliaia di posti di lavoro con la sua decisione". In Germania si teme per il futuro della Opel. Secondo Ferdinand Dudenhoeffer, esperto del settore auto e docente all'Università di Duisburg-Essen, "la Opel non sopravvivrebbe se il pacchetto (di aiuti pubblici, ndr) venisse annullato e il processo dovesse ricominciare da capo". Proseguono intanto le trattative tra sindacati e Magna per arrivare a un accordo sui previsti risparmi per 265 milioni di euro all'anno fino al 2014 che i lavoratori dovrebbero garantire in cambio di quota del 10% nella 'Nuova Opel'. "Continuiamo a lavorare permanentemente" a un accordo, ha commentato il presidente del Consiglio di fabbrica della Opel, Klaus Franz. ATS
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