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Economia
Onere fiscale elvetico sempre basso nel confronto OCSE
Redazione
16 anni fa

L'aliquota fiscale della Svizzera - ossia il rapporto tra la somma di tutti i tributi, tasse di Comuni, Cantoni e Confederazione nonché dei contributi alle assicurazioni sociali obbligatorie rispetto al prodotto interno lordo (Pil) - continua ad essere bassa nel confronto internazionale. Lo scorso anno è solo leggermente cresciuta, dal 29,2 al 29,8%. L'OCSE constata una costante diminuzione del divario tra le aliquote dei Paesi membri. Lo indica il Dipartimento federale delle finanze (DFF) in un comunicato sulla base dell'ultimo rapporto, pubblicato oggi, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sulle entrate delle amministrazioni pubbliche dei Paesi associati. Il lieve aumento dell'onere fiscale elvetico si spiega essenzialmente con il "notevole" calo del prodotto interno lordo nominale (-1,6%). Rispetto al 2008, il gettito complessivo di tributi e tasse è rimasto praticamente invariato (+0,4%). Analogamente agli anni precedenti invece, i contributi alle assicurazioni sociali hanno registrato "una chiara impennata". Seppure modestamente, anche le entrate fiscali dei Cantoni e dei Comuni sono risultate più elevate. Per contro, quelle della Confederazione sono nettamente regredite, in particolare a seguito delle minori entrate provenienti dall'imposta sul valore aggiunto (IVA) e dall'imposta preventiva. Il tasso elvetico è nettamente inferiore alla media dei Paesi dell'OCSE, per cui il dato disponibile più recente risale al 2008 ed è pari al 34,8%. Nei Paesi scandinavi, ma anche ad esempio in Francia, Italia e Austria tale onere supera il 40%; in Germania, Gran Bretagna e Lussemburgo è rispettivamente del 37%, 34,3% e 37,5%. Aliquote inferiori sono registrate solo negli Stati Uniti (24%), Irlanda (27,8%) e Giappone (28,1%, nel 2008). ATS

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