
L'ombudsman delle banche svizzere ha trattato 2'002 casi l'anno scorso, l'8% in meno del 2013. Ciò a causa di un forte calo dei reclami legati alle retrocessioni. In aumento invece le richieste di clienti stranieri. In un anno, la proporzione di domande provenienti da altri paesi è passata dal 33 al 42% del totale, ha indicato oggi ai media a Zurigo l'ombudsman Marco Franchetti. Il fenomeno si spiega, in particolare, con problemi inerenti agli accordi fiscali, le spese fatturate ai residenti all'estero e lo scioglimento della relazione da parte della banca. Nel 2014, l'organo di mediazione ha evaso complessivamente 887 casi per iscritto ed è intervenuto presso gli istituti in 275 di essi, pari a una quota del 31%. Nonostante l'aumento delle richieste di clienti esteri, la maggioranza proveniva dalla Svizzera tedesca (45%). La Romandia aveva una quota dell'11% e il Ticino al 2%.
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