
Fortemente indebitata, Oerlikon prosegue nella sua ritrutturazione: stamane ha comunicato di aver ceduto la sua divisione Esec, semi-conduttori, all'impresa olandese BE Semiconductor Industries. La società svittese non ha indicato il prezzo della transazione, che dovrebbe concludersi in aprile. Dei 280 posti di lavoro a Cham (ZG) ne verranno tagliati circa 70. A livello mondiale ne verranno soppressi altri 80. In un anno ha eliminato 2'500 posti. Acquisita nel 2000, Esec passa all'azienda olandese, mentre Etch, l'altra unità ceduta, è stata ripresa dai suoi quadri. Proseguendo in queste cessioni, Oerlikon vuole ridurre la sua esposizione nel mercato dei semi-conduttori e concentrarsi maggiormente sulle attività chiave, le applicazioni di rivestimento, ha spiegato il "patron" del gruppo, Uwe Krüger, citato nel comunicato. In questi ultimi mesi il gruppo con sede a Pfäffikon (SZ) e controllato dal miliardario russo Viktor Vekselberg, ha venduto le unità Oerlikon Optics e altre filiali attive nel dischi rigidi e nei dischi Blue Ray, attività che generano soltanto una debole fetta del fatturato. A medio termine Oerlikon si disimpegnerà anche dal settore delle macchine tessili e dai sistemi di trasmissione, in cui si era lanciato nel 2006. Questo comparto, che raggruppa le società Saurer e Graziano, contribuisce a oltre la metà delle vendite del gruppo. Da diverse settimane si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui Oerlikon incontrerebbe difficoltà a mantenere gli impegni verso 19 banche creditrici. Ciò malgrado il portavoce del gruppo Burkhard Böndel abbia ripetuto che la situazione è stabile. Egli però non ha voluto esprimersi su eventuali future cessioni o acquisti. Parallelamente al disimpegno, il gruppo proseguirà nel processo di ristrutturazione in corso presso la divisione Esec, con i tagli del personale. Da segnalare che l'ex-Unaxis aveva annunciato giovedì scorso la soppressione di 1'000 impieghi supplementari, dopo che in agosto aveva anticipato l'intenzione di cancellarne altri 1'000. Dall'inizio del 2008, quindi, Oerlikon ha ridotto i suoi effettivi di 2'500 posti, ha indicato il portavoce Böndel. Le filiali tedesche, ceche, americane e asiatiche sono state le più toccate dalla ristrutturazione, mentre per il momento le filiali svizzere se la cavano senza troppi danni (soppressi in totale 100 posti, compresi i 70 annunciati oggi). ATS
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