
L'economia svizzera crescerà dello 0,8% quest'anno e dell'1,1% nel 2013, per poi accelerare nel 2014, quando la progressione raggiungerà il 2,3%: lo prevede l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che oggi ha pubblicato le sue ultime prospettive sull'evoluzione dell'economia mondiale. Come fatto per altri paesi - a partire da quelli dell'Eurozona - anche per la Confederazione l'Ocse ha rivisto al ribasso le sue stime: nel maggio scorso gli esperti puntavano infatti su un'espansione dello 0,9% nel 2012 e dell'1,9% nel 2013. La nota positiva: nel secondo semestre dell'anno prossimo la crescita dovrebbe accelerare, con effetti benefici sulla disoccupazione. Secondo l'organizzazione la Svizzera deve confrontarsi con la debolezza delle esportazioni, dovuta alle condizioni della congiuntura mondiale e alla forza del franco. La domanda interna rimane però robusta, in particolare sul fronte dei consumi e delle costruzioni. L'Ocse constata che la politica di tassi bassi e di intervento sui sui mercati delle divise praticata dalla Banca nazionale svizzera continua ad avere un forte effetto di sostegno. Rischi vengono però ravvisati nel settore immobiliare - dove aumentano gli squilibri - e in relazione alle grandi banche. ATS
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