
Anche l'OCSE esamina l'estensione della lotta conto i paradisi fiscali e la Svizzera potrebbe finire nel mirino dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: diversi paesi desiderano inserire la Confederazione nella "lista nera". Dopo che la maggior parte dei paesi messi sotto accusa nel 2000 hanno assicurato maggiore trasparenza, ora è il momento di analizzare come le promesse possano essere controllate, ha rilevato oggi un portavoce dell'OCSE. È in discussione anche un allargamento della "lista nera" e un inasprimento dei criteri, ha aggiunto. In un incontro svoltosi ieri a Berlino tra i capi di stato e di governo di importanti paesi dell'Unione europea, alcuni partecipanti si sono detti a favore di sanzioni contro i paradisi fiscali che non cooperano. Entro il G20 che si terrà il 2 aprile a Londra sarà steso un elenco di tali stati. Nella lista nera attuale dell'OCSE figurano fra l'altro il Liechtenstein, Andorra e Principato di Monaco. L'elenco dovrebbe essere riveduto a metà anno. Alcuni membri dell'OCSE, condotti da Germania e Francia, intendono esercitare pressioni sul segreto bancario. Nella riunione dell'ottobre scorso 17 Stati avevano chiesto di integrare la Svizzera nell'elenco a causa della concorrenza sleale e della mancanza di cooperazione in questioni fiscali. ATS
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