
Il numero delle persone rimaste senza lavoro resta vicino ai massimi dal dopoguerra: nel mondo continuano infatti ad esserci più di 45 milioni di persone disoccupate. È il verdetto decretato oggi dall'Ocse secondo cui, nonostante a settembre il tasso di disoccupazione dei paesi che fanno parte dell'organizzazione - e che rappresentano il 60% della produzione mondiale - sia rimasto fermo rispetto ad agosto all'8,5%, e sostanzialmente stabile da giugno, la fetta dei senza lavoro è a quota 45,5 milioni, "un livello vicino ai record dal dopoguerra". Il dato mostra sì un calo di 600.000 disoccupati rispetto allo scorso anno, ma un aumento di ben 15,4 milioni di persone rispetto a settembre 2007. La situazione generale, secondo l'Ocse, mostra un panorama molto differenziato a livello nazionale. Con il tasso di disoccupazione che va da un minimo del 3,7% della Corea (seguita da Olanda con il 4,4% e Austria con il 4,5%), ad un massimo della Spagna, la cui quota dei senza lavoro è salita al 20,8%. Nell'Unione Europea, la quota di disoccupati è invece rimasta stabile al 9,6%, mentre nei paesi del G7 la media della disoccupazione si è attestata sull'8,1%, in calo dall'8,2% di agosto. Tra i diversi paesi, la Germania ha confermato il trend di calo costante della quota dei senza lavoro, passata dal 6,9% di giugno, al 6,8% di luglio e agosto, al 6,7% di settembre. La Francia, invece, ha visto il proprio tasso di disoccupazione restare inchiodato al 10%. Tra i paesi meno virtuosi sono poi da citare la Repubblica Slovacca con un 14,7% (14,6% ad agosto) e l'Irlanda con il 14,1% (13,9% il mese precedente). Negli Stati Uniti e in Canada, dove sono già disponibili i dati di ottobre, il tasso di disoccupazione ha mostrato rispettivamente una stazionarietà (al 9,6%) e un calo di 0,1 punti percentuali al 7,9%. ATS
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