
Il Consiglio d'amministrazione (Cda) della OC Oerlikon si rifiuta di inserire nel registro degli azionisti i titoli detenuti dalla società di investimento Renova del miliardario russo Viktor Vekselberg. La quota dei titoli interessati dalla decisione supera il 10% del capitale azionario, indica in serata gruppo tecnologico in una nota. Secondo l'organo di sorveglianza ciò solleva diverse domande relative alla proprietà e al diritto di controllo delle fusioni che finora non sono state chiarite. Attualmente non sussiste dunque una sicurezza giuridica sufficiente per accettare l'iscrizione nel registro, spiega OC Oerlikon. I rapporti tra il gruppo svittese e il grande azionista Vekselberg sono da tempo tesi. La situazione è peggiorata la settimana scorsa quando la Renova ha affermato di esser divenuta il primo azionista sostituendo la società austriaca Victory. Quest'ultima tuttavia si rifiuta di riconoscere la manovra. La Renova afferma di aver esercitato la sua opzione d'acquisto del 7,6% per portare la sua partecipazione in OC Oerlikon al 31,99%. Victory, che tra l'altro è colei cha ha emesso tale opzione, detiene il 26,23%. Georg Stumpf, presidente del consiglio di amministrazione della OC Oerlikon e detentore di quote nella Victory, in occasione dell'assemblea generale del 13 maggio propone agli azionisti di abolire la clausola cosiddetta di "opting out". Ciò significherebbe che in futuro un azionista con una quota superiore a un terzo sarà tenuto a lanciare un'offerta pubblica d'acquisto sull'intero gruppo. Renova è contraria a tale proposta. Nella prossima riunione degli azionisti si giungerà così a una prova di forza fra le due società. ATS
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