
L'assemblea generale di Novartis, riunita oggi a Basilea, ha respinto con una maggioranza di circa due terzi la proposta della fondazione Ethos di concedere agli azionisti un diritto consultivo sulla remunerazione dei manager. In settembre, la fondazione per lo sviluppo sostenibile Ethos e e otto casse pensioni svizzere avevano inoltrato ad ABB, Credit Suisse Group, Nestlé, Novartis e UBS una risoluzione da parte degli azionisti denominata «Say on Pay» (in italiano può suonare come "esprimiti sulla paga") che chiedeva il voto consultivo sui contratti di remunerazione. Dopo le discussioni con Ethos, le due grandi banche e il colosso alimentare vodese in gennaio avevano accettato volontariamente di concedere agli azionisti il diritto di esprimersi sulle "paghe" dei dirigenti. La stessa richiesta, ora respinta dall'assemblea generale di Novartis, verrà esaminata da ABB il prossimo 5 maggio. Il consiglio di amministrazione di Novartis ritenva la proposta della fondazione Ethos "un massiccio intervento" nelle proprie competenze. Il 31,1% di voti a favorevoli degli azionisti, oltre a un 2,9% di astenuti, è quindi da considerare un po' come un avvertimento. Nel corso dell'assemblea odierna, alcuni votanti hanno anche criticato la remunerazione da 20,5 milioni di franchi concessa al presidente Daniel Vasella. ATS
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