
Via libera degli azionisti di Novartis a tutte le proposte del consiglio di amministrazione (Cda), anche se nell'assemblea generale svoltasi oggi a Basilea non sono mancate le voci critiche. A far discutere sono state una volta ancora le remunerazioni, ma si è parlato anche del taglio di posti di lavoro, degli studi clinici nei paesi poveri, di sicurezza dei dati e - in ambito non strettamente economico - della mancanza di un aperitivo al termine dei lavori. Si è trattato della prima riunione degli azionisti di Novartis dopo l'entrata in vigore, a inizio anno, della normativa d'applicazione dell'iniziativa Minder. Gli effetti del malcontento popolare in merito alla retribuzioni cominciano a farsi sentire: il presidente del Cda, Jörg Reinhardt, percepirà 4 milioni di franchi, contro i 13 del suo predecessore Daniel Vasella nel suo ultimo mandato completo. I dieci membri dell'organo di vigilanza, escluso il presidente, si sono visti attribuire 406'000 franchi per il loro mandato 2014-2015, ciò che equivale a una riduzione del 20% sull'arco di un anno. I compensi versati all'insieme del Cda ammonteranno a 8 milioni di franchi, contro i 12 nel 2013 e 19 nel 2012. Tutte queste somme - remunerazioni future - sono state oggetto di un voto consultivo, che per quanto riguarda la direzione interessa invece l'esercizio 2013. In questo ambito non vi sono stati cali: gli undici membri hanno ottenuto in totale 67,7 milioni di franchi, di cui 13,23 milioni andati al CEO Joseph Jimenez. Il rapporto su salari e bonus è stato approvato dal 77,1% degli azionisti e respinto dal 21,7%. Altra novità legata all'iniziativa Minder è stata l'elezione individuale dei consiglieri di amministrazione. Tutti sono stati rieletti con ampie maggioranze, a cominciare dal presidente Jörg Reinhardt (98,1% di consenso). Il meno votato è stato Ulrich Lehner (85,9%). Nessun problema anche per il discarico ai membri della direzione e del Cda, che ha ottenuto l'80,1% di sì contro il 19,2% di no. Approvato pure il 17esimo aumento di dividendo consecutivo, salito a 2,45 franchi per azione. Il 2013 è stato un anno positivo per Novartis, ha affermato Reinhardt rivolgendosi in apertura ai 2123 azionisti presenti in rappresentanza di 1,67 miliardi di azioni, vale a dire del 61,8% del totale. La società - ha aggiunto - è sulla rotta giusta, ma le sfide non mancano, a cominciare da un difficile quadro economico generale, dove vanno accentuandosi le pressione politica da parte degli Stati Uniti e dell'Unione Europea. Il presidente del Cda ha parlato anche della difficoltà di trovare manodopera qualificata, senza però soffermarsi sul voto popolare relativo all'immigrazione di massa. Iniziali applausi spontanei ha provocato l'intervento del numero uno Jimenez, che ha cominciato il discorso in ottimo tedesco. Poco dopo il manager americano è però passato all'inglese, per commentare un esercizio 2013 che come noto si è chiuso con un utile di 9,3 miliardi di dollari, l'1% in meno dell'anno precedente (+7% a cambi costanti), e un fatturato di 57,9 miliardi (+2%). Jimenez ha prospettato una nuova fase di crescita per l'azienda. Al capitolo domande, i vertici non hanno rivelato novità riguardo a eventuali piani in relazione alla consistente partecipazione che il gruppo detiene nel concorrente Roche. Sempre in un'ottica renana i dirigenti hanno dovuto incassare le dure critiche di Brigitte Martig, che quale rappresentante del personale ha stigmatizzato il taglio di 500 posti di lavoro alla sede di Basilea. Anche se i media hanno affermato che ne verranno creati altrettanti - ma Martig ritiene non si andrà oltre i 300 - la misura non è comprensibile, alla luce di utili miliardari e bonus milionari per i top manager. Reinhardt ha risposto che Novartis non prende decisioni del genere alla leggera e che cercherà di migliorarsi in materia di pianificazione del personale. Da parte sua Jimenez ha fatto presente che il settore richiede flessibilità, ma sarà fatto il possibile per reintegrare i dipendenti interessati dai tagli. Patrick Durisch dell'associazione terzomondista Dichiarazione di Berna ha messo alla berlina le esternalizzazioni di test clinici in paesi in via di sviluppo, cosa giudicata eticamente problematica. Reinhardt ha sottolineato che Novartis fa il massimo affinché vengano rispettati standard elevati. Un azionista ha chiesto quindi se la società sia adeguatamente protetta dallo spionaggio, in particolare quello americano. Jimenez ha assicurato che telefoni e computer sono ben protetti, mentre Reinhardt ha fatto presente che il 98% dei colloqui si svolge in modo diretto, non al telefono. A Basilea non è mancato anche Hermann Struchen, un anziano considerato il più famoso piccolo azionista della Svizzera, molto noto perché partecipa a tutte le assemblee di grandi gruppi elvetici. Struchen si è detto soddisfatto dell'andamento degli affari, mentre non si è mostrato convinto del rapporto d'esercizio, che presenta a suo avviso le informazioni in modo troppo dispersivo. La critica di fondo era comunque rivolta all'assenza di un aperitivo. "C'è una cosa che continua a mancarmi: qualcosa da mangiare dopo l'assemblea. Presso Roche si riceve sempre qualcosa di buono. Ma forse oggi ci sarà una sorpresa", si è detto fiducioso Struchen. Invece è rimasto ancora una volta deluso.
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