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Economia
Nonostante nuovi deflussi, la borsa premia Credit Suisse
© Shutterstock
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Keystone-ats
3 anni fa
A metà mattina il titolo Credit Suisse guadagnava l'1,7%, la prestazione migliore fra i 20 del listino principale.

Nuova pesante perdita e ulteriori vasti deflussi di denaro di clienti per Credit Suisse (CS) nel primo trimestre, probabilmente l'ultimo di cui presenterà i conti prima di essere assorbito da UBS. Le novità erano però attese e gli investitori non si sono scomposti: anzi, in borsa il titolo CS si sta mostrando dinamico.

Il dato su cui forse si concentrava maggiormente l'attenzione era quello dei deflussi nel campo dell'amministrazione patrimoniale: sono ammontati a 61 miliardi di franchi, vale a dire al 5% di quanto in gestione a fine dicembre, emerge dalle comunicazioni odierne dell'istituto. Questo soprattutto in seguito all'emorragia registrata a metà marzo, quando l'istituto è stato confrontato con una perdita di fiducia che l'ha portato vicino al baratro, prima del salvataggio con una manovra - annunciata il 19 marzo dal Consiglio federale - che prevede l'acquisizione da parte di UBS.

Nessuna nuova sorpresa negativa

Intanto il mercato sembra tirare il fiato per l'assenza di quelle nuove notizie dell'orrore che taluni paventavano: nei loro primi commenti gli analisti sottolineano infatti come la situazione dell'impresa sia molto negativa, ma riconoscono che non sono emersi nuovi scheletri nell'armadio. La borsa ha così preso atto con favore delle novità odierne: a metà mattinata il titolo CS guadagnava l'1,7%, mostrandosi il più tonico fra i 20 del listino principale, che da parte sua marcia sul posto. Una progressione simile viene palesata anche da UBS, in aumento dell'1,6%: come si ricorderà in seguito alle condizioni dell'acquisizione rese note un mese fa i corsi delle azioni dei due istituti si muovono in simbiosi.

Informazioni sulle tempistiche della fusione forse domani

Quello diffuso oggi potrebbe essere l'ultimo bilancio intermedio di Credit Suisse, istituto che è stato l'orgoglio di Zurigo, fondato nel 1856 da una personalità di primo piano quale Alfred Escher (1819-1882). UBS non ha però ancora fornito una tabella di marcia precisa della fusione: qualche informazione supplementare potrebbe essere diffusa domani, quando il primo gruppo bancario elvetico presenterà a sua volta i conti.