
Il rifiuto del Consiglio nazionale di autorizzare agenti di sicurezza privati nei treni divide gli animi: soddisfatti i sindacati di polizia e del personale, delusi l'Unione dei trasporti pubblici (UTP) e Moritz Leuenberger. "Questo progetto avrebbe permesso di migliorare la sicurezza dei trasporti pubblici per passeggeri e personale", indica oggi il capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) in un comunicato. "Non abbiamo altra scelta che mantenere, in collaborazione con le ferrovie, l'attuale soluzione offerta da Securitrans" (una società che appartiene al 51 % alle FFS e al 49 % a Securitas). Rifiutando di commentare la decisione politica, le FFS confermano: rimarrà in vigore il sistema di polizia ferroviaria attuale, che si è dimostrato valido, ha detto all'ATS il portavoce Jean-Louis Scherz. La decisione del Nazionale "non solleva problemi particolari. In seguito toccherà alla politica dire cosa si aspetta dalle FFS", ha aggiunto. L'UTP non è altrettanto diplomatica. L'associazione, a cui fanno capo anche le FFS, si dice "delusa" e considera la situazione insoddisfacente. Le imprese di trasporto vogliono assumere le loro responsabilità in materia di sicurezza, ma non dispongono delle competenze e delle basi legali necessarie. "Bisogna ricominciare tutto da zero". Una coalizione formata da funzionari di polizia, associazioni del settore pubblico e privato, Unione sindacale svizzera, Travail.Suisse, Società svizzera degli impiegati di commercio e Amnesty International è viceversa molto soddisfatta della bocciatura del progetto. "Spero che tutti i tentativi di privatizzare compiti di polizia siano affossati per sempre", ha indicato un portavoce. Dal canto suo il Sindacato del personale dei trasporti (SEV) si compiace della decisione del Nazionale per lo scacco fatto a un "tentativo di liberalizzazione". Favorevole al progetto malgrado alcune riserve, la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CCDGP) ritiene che il fallimento odierno costituisca una chance per avviare una nuova discussione sulla ripartizione dei compiti di sicurezza interna. ATS
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