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Economia
Negoziati salariali: no imprenditori ad aumenti generalizzati
Redazione
14 anni fa

I negoziati salariali per il 2013 si svolgeranno parallelamente a un'ondata di tagli occupazionali. L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) è contraria ad aumenti in busta paga generalizzati: a dipendenza dei settori economici le retribuzioni potrebbero anche rimanere congelate. Già sul finire dell'estate i sindacati hanno rivendicato incrementi compresi tra l'1 e il 2,5%, invocando il grande impegno professionale dei lavoratori, gli accresciuti stipendi dei manager e anche la necessità di recuperare il terreno perso. Ma dal punto di vista dei datori di lavoro, ha detto oggi a Berna il presidente dell'USI Valentin Vogt, queste richieste non sono giustificate. Determinanti nei round negoziali sono non tanto i successi del passato, quanto piuttosto i costi previsti nel prossimo futuro. Gli imprenditori devono valutare la loro capacità produttiva e stabilire se sono in grado di garantire aumenti in busta paga l'anno prossimo e negli anni successivi. La situazione è differenziata e questo dato deve trovare riscontro nei negoziati. Gli incrementi generalizzati richiesti dai sindacati non tengono conto delle differenze che si registrano da un segmento dell'economia all'altro. Vogt, considerato il persistente clima di insicurezza, invita perciò alla prudenza: in materia di politica salariale bisogna navigare a vista. L'USI, attraverso il suo vice presidente Wolfgang Martz, si è detta peraltro contraria a qualsiasi aumento delle prestazioni AVS, dicendosi invece favorevole alla "flessibilizzazione" dell'età pensionabile. Il tasso di conversione del secondo pilastro, che serve a determinare l'entità della rendita della cassa pensione, dovrebbe inoltre essere abbassato dal 6,8% attuale al 6,4% entro il 2015, come auspicato dal Consiglio federale. ATS

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