
L'esplosione della crisi dei mutui subprime fa registrare negli Stati Uniti un'impennata dei pignoramenti immobiliari. Nel terzo trimestre i casi sono infatti raddoppiati rispetto al 2006, superando quota 600.000 (635.159). Lo rivela una indagine condotta da RealtyTrac da cui emerge che almeno una famiglia su 196 non riesce più a sostenere la rata del mutuo e perde la casa. In 45 dei 50 Stati americani si é avuto un aumento dei pignoramenti e si arriva a un boom nel Nevada con un caso ogni 61 proprietari di una abitazione. Rispetto al secondo trimestre 2007, le esecuzioni sono cresciute del 30%, mentre se si guarda alla serie storica risulta che il 40% delle case è andato perduto. Il futuro appare sempre più fosco. "Considerato il numero di mutui ipotecari che dovrà essere rinegoziato a metà del 2008 e il continuo calo delle vendite di immobili - spiega l'amministratore delegato di RealtyTrac, James Saccaccio - ci aspettiamo che il numero dei pignoramenti rimarrà elevato e che ci sarà un ulteriore aumento per tutto il prossimo anno". Per RealtyTrac, ci troviamo di fronte a un "assurdo" numero di mutui subprime e a tasso variabile che sono a rischio default, ed è prevedibile che un gran numero di immobili pignorati finiscano nelle mani delle banche o vengano messi all'asta. Il risultato è che si innesca così una spirale perversa che finisce con aggravare sempre di più la recessione del mercato immobiliare negli Usa. Con il forte aumento dei pignoramenti, sale a dismisura il numero di case messe sul mercato, proprio mentre le operazioni di compravendita e i prezzi stanno crollando. Le case rimaste invendute sono sui massimi da otto anni a questa parte. E potrebbero ancora aumentare visto che le previsioni indicano una contrazione delle transazioni ai minimi da cinque anni, anche perché ora per le famiglie è più difficile ottenere l'erogazione di un mutuo con le banche che, dopo il terremoto di questa estate, pretendono maggiori garanzie creditizie. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

