Cerca e trova immobili
Economia
Mutui: banca d'Inghilterra vara maxipiano salvataggio
Redazione
18 anni fa

La crisi del credito continua a mostrare i denti in Gran Bretagna e la Banca d'Inghilterra oggi ha deciso d'intervenire in modo massiccio: un piano di credito disegnato appositamente per le banche in difficoltà da 50mld di sterline, circa 100 miliardi di franchi. Il progetto - della durata di un anno e rinnovabile per tre anni - prevede l'erogazione agli istituti di credito di bond assicurati dal governo - quindi dalle tasse dei contribuenti - in cambio della consegna dei pacchetti 'mutui a rischio' accumulati dalle banche. L'onda lunga della crisi continua comunque a minacciare l'Europa. Tanto che il Fondo Monetario Internazionale stima che le istituzioni finanziarie europee, a causa degli effetti del dissesto dei mutui subprime, riporterannoulteriori perdite per 43 miliardi di dollari (che si aggiungano agli 80 miliardi già andati in fumo). La mossa della Banca d'Inghilterra, approvata sia del premier Gordon Brown che dal ministro per le Finanze Alistair Darling, é alquanto inusuale per le latitudini britanniche. L'atteggiamento della Bank of England, infatti, è sino ad oggi stato molto più 'conservatore' rispetto ad altre banche centrali - la Banca Centrale Europea, ad esempio, e la Federal Reserve americana. Proprio la Fed, solo il mese scorso, aveva deciso di aprire i cordoni della borsa e di immettere sui mercati 200 miliardi di dollari per smorzare gli effetti della crisi - innescata dal collasso dei mutui americani sub-prime. E proprio la preoccupante situazione del settore immobiliare del Regno Unito ha spinto la Banca d'Inghilterra a mettere in campo 'l'operazione salvataggio'. La crisi del credito, infatti, si è fatta sentire nelle tasche dei sudditi di Sua Maestà mediante un aumento del costo dei mutui pregressi, un crollo verticale nella concessione di ulteriori linee di credito da parte delle banche e il conseguente raffreddamento del costo delle case - secondo alcuni sull'orlo di un vero e proprio crollo. Per riaccendere la miccia dei prestiti, dunque, la Banca centrale britannica ha acconsentito a fare da garante erogando una sorta di 'fido' alle altre banche. E tanto per dare l'idea di quanto lunga potrebbe essere l'onda di questa crisi, i 50 miliardi messi a disposizione non sono una cifra 'finita' ma rappresentano solo una prima 'tranche'. Se ne servono ancora, quindi, ancora le banche ne avranno. "Possiamo ora far ripartire i mercati finanziari sia garantendo la continuità dei posti di lavoro che mettendo a disposizione la liquidità richiesta dagli operatori del settore", ha detto il premier Gordon Brown. Il piano è stato poi salutato positivamente delle banche che lo hanno definito "innovativo e unico nel suo genere". Eppure non sono solo rose e fiori. Il timore è che il prezzo del salvataggio vada a pesare sulle spalle dei contribuenti - che dall'inizio della crisi hanno visto schizzare i tassi dei mutui alle stelle e contestualmente la nazionalizzazione della banca Northern Rock, costata allo Stato, lo scorso autunno, ben 30 miliardi di sterline. Per un totale, una volta aggiunto il prestito di oggi, di circa 160 miliardi di franchi. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata