
Per i Cantoni si prospetta un 2027 economicamente difficile. Circa la metà prevede infatti di chiudere i propri conti in rosso. Dal 2028, inoltre, secondo la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle finanze (CDF), sui bilanci rischiano di pesare le nuove riforme nel sistema sanitario e i forti costi della salute, che da anni ormai continuano a crescere esponenzialmente.
«La situazione finanziaria varia a seconda dei Cantoni», ha dichiarato il presidente della CDF, Ernst Stocker, interpellato dall'agenzia Keystone-ATS. Per il 2027 circa la metà prevede un deficit, mentre 13 Cantoni si attendono un miglioramento rispetto all'anno in corso, ha precisato. Le differenze regionali, spiega, sono in parte dovute alla struttura economica o alla demografia che si ripercuotono sulle finanze pubbliche.
Secondo la vicepresidente della CDF, Nathalie Fontanet, tuttavia, la «forza finanziaria» di un Cantone non è sempre necessariamente determinante. Alcuni Cantoni con un basso potenziale di risorse prevedono infatti un'eccedenza, mentre altri con un potenziale elevato mettono in preventivo un deficit, spiega.
Per il prossimo anno, a titolo di esempio, Uri ha preventivato per la prima volta da oltre dieci anni una leggera eccedenza (+1,1 milioni di franchi). Conti in positivo sono attesi anche, tra gli altri, a Berna (+269 milioni), Basilea Città (+43), Lucerna (+22,1), Neuchâtel (+9,6), Obvaldo (+2,3), San Gallo (+55,5), Turgovia (+5), Vallese (+0,7), Zugo (+291) e Zurigo (+207).
Prevedono invece un disavanzo d'esercizio Ticino (-98,5 milioni), Argovia (-23,1), Basilea Campagna (-14), Ginevra (-546), Giura (-1,7), Glarona (-2,6), Nidvaldo (-4,2), Sciaffusa (- 65), Soletta (-75,4), Svitto (-94,4) e Vaud (-356).
Friburgo mette in conto cifre nere (+0,2). Mentre i Grigioni, Appenzello Interno e Appenzello Esterno non hanno ancora pubblicato le cifre.
I risultati positivi vanno tuttavia presi con le pinze. Berna, ad esempio, prevede per il prossimo anno un'eccedenza di 269 milioni di franchi. Dopodiché, però, la situazione finanziaria dovrebbe deteriorarsi nettamente nei prossimi anni. A preoccupare il governo bernese, come pure diversi altri esecutivi cantonali, sono gli sviluppi futuri per quanto riguarda le prestazioni complementari all'AVS e all'AI, nonché i costi della sanità e le riduzioni dei premi dell'assicurazione malattia (RIPAM).
Pesano le riforme nel sistema sanitario
Dal 2028, conferma Stocker, si profila infatti un'evoluzione più difficile per le finanze cantonali. Come principale causa il presidente della CDF ha indicato le riforme del sistema sanitario. Con il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Al massimo 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (iniziativa per premi meno onerosi)», entrato in vigore il 1° gennaio di quest'anno, i Cantoni sono tenuti a versare un contributo minimo al finanziamento della RIPAM.
Secondo le stime della Confederazione, inizialmente i costi supplementari per i Cantoni ammonteranno a quasi 350 milioni di franchi all'anno e entro il 2030 si avvicineranno alla soglia del miliardo.
Ulteriori costi si profilano poi dal 2028 con il finanziamento uniforme delle prestazioni sanitarie (EFAS). Tra 14 mesi i Cantoni dovranno partecipare - oltre alle spese per le degenze ospedaliere degli assicurati - anche al finanziamento delle prestazioni ambulatoriali. In questo contesto, ha sottolineato Stocker, il mantenimento delle fonti di entrata cantonali è «una condizione necessaria affinché i Cantoni possano assumersi le proprie responsabilità».
La crescente pressione sulla spesa è osservabile in tutti i Cantoni, ha affermato Fontanet. Negli ultimi anni, a mantenere in equilibrio le finanze cantonali è stata soprattutto la positiva evoluzione delle entrate. Il buon andamento dell'economia ha sostenuto la crescita del gettito fiscale. Inoltre, diversi Cantoni hanno beneficiato di entrate fiscali eccezionalmente elevate legate a singoli casi.
Questo sviluppo si riflette, con un certo ritardo, anche nella Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC). I dati alla base della perequazione finanziaria per il 2027 si riferiscono agli anni dal 2021 al 2023. In diversi Cantoni sono stati attuati o sono in fase di elaborazione programmi di risparmio.
Distribuzione utili BNS incerta
Per quanto riguarda un'eventuale ridistribuzione degli utili della Banca nazionale svizzera (BNS), Stocker si è mostrato prudente. Nel primo semestre del 2026 la BNS ha realizzato un utile di 25,2 miliardi di franchi. Le prospettive di una distribuzione per l'esercizio 2026 sono positive, ma rimangono incerte. Determinante sarà il risultato annuale al 31 dicembre 2026, conclude.

