
La Svizzera spera che la firma di un nuovo accordo di doppia imposizione con gli Stati Uniti possa portare al ritiro delle denunce delle autorità fiscali americane contro UBS. È la proposta che il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha formulato oggi al ministro del Tesoro statunitense Timothy Geithner in un incontro a margine della riunione primaverile del Fondo monetario internazionale (FMI) e della Banca mondiale (BM). Lo ha detto ai media lo stesso capo del Dipartimento federale delle finanze dopo i colloqui avuti con Geithner. Nelle denunce dell'autorità fiscale statunitense IRS e del Ministero della giustizia viene richiesta la fornitura dei dati di 52 000 conti di presunti evasori fiscali. Stando alle parole di Merz, Geithner ha affermato di essere disposto ad analizzare la richiesta e di comprendere la situazione della Svizzera. Il presidente della Confederazione ha sottolineato che una posizione conciliante degli Usa è necessaria affinché il parlamento e, in caso di referendum, il popolo accettino il nuovo accordo di doppia imposizione. La disponibilità della Svizzera a far proprio l'articolo 26 del modello di accordo elaborato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) rende una nuova convenzione con gli Usa assolutamente possibile, ha affermato Merz. I dati di presunti evasori e frodatori del fisco saranno più facilmente accessibili per gli americani. Geithner, grazie alle sue precedenti attività professionali, conosce bene la piazza finanziaria elvetica. Stando a Merz, ha lodato la decisione della Confederazione di partecipare con dieci miliardi al finanziamento del FMI. Le visioni di Usa e Svizzera non sono distanti anni luce: una soluzione è senz'altro possibile, ritiene Merz. Il ministro elvetico ha annunciato di voler negoziare nuovi accordi anche con Giappone e Polonia. Più tardi saranno esaminate trattative anche con Paesi membri dell'Unione europea. L'elaborazione dell'accordo con gli Usa dovrebbe iniziare martedì prossimo a Berna. Due giorni più tardi, giovedì 30 aprile, UBS deve fornire la propria risposta alle denunce pendenti davanti al tribunale americano. Il Consiglio federale si rivolgerà ai giudici a favore di UBS a titolo di "amicus curiae" (termine giuridico, che significa "amico della corte", con cui ci si referisce a chiunque - che non sia parte in causa - offra volontariamente informazioni alla corte per aiutarla a decidere). ATS
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