
Giornata da dimenticare per le Borse del Vecchio Continente che archiviano la peggior seduta delle ultime tre settimane e bruciano 93,7 miliardi di capitalizzazione. Londra, Parigi, Francoforte, Milano, Amsterdam hanno tutte chiuso con cali superiori ai due punti percentuali, amplificando le perdite che si erano già manifestate in mattinata sui mercati asiatici (con Tokyo in calo dell'1,35% e Hong Kong dell'1,84%). Sui listini, che hanno ormai smarrito lo smalto che aveva sostenuto il rimbalzo dai minimi di marzo, hanno pesato gli interrogativi sulla solidità della ripresa economica, alimentati dai dati deludenti sulla vendita di case nuove negli Usa che fanno temere una imminente gelata sul mercato immobiliare statunitense (a fine novembre verrà ritirato il programma di crediti fiscali). Inevitabili le vendite sui titoli delle costruzioni (-4,2% l'indice Dj Stoxx di settore) con Sacyr Vellehermoso (-6,7%) e Lafarge (-5,7%) andati a picco, anche in scia al sesto trimestre consecutivo di utili in calo del colosso messicano del cemento Cemex. Le preoccupazioni arrivano tra l'altro in un momento in cui tra gli investitori serpeggia il timore per il ritiro delle misure di sostegno all'economia da parte dei governi e dell'addio da parte delle banche centrali della politica monetaria espansiva adottata nel corso della crisi. Oggi un primo segnale in questo senso è arrivato dalla Banca centrale norvegese che ha rialzato i tassi di interesse dello 0,25%, prima tra le banche europee a muoversi in questo senso. Cattive notizie sono arrivate anche sul fronte societario con la trimestrale inferiore alle attese di ArcelorMittal, a cui non é bastato un utile di 903 milioni di dollari per evitare un tonfo del 4,9%, e la revisione al ribasso delle stime di vendita del gruppo tedesco leader mondiale nel software per uffici Sap (-7,7%). I risultati di entrambi i gruppi hanno evidenziato il persistere di una domanda depressa. In picchiata i produttori di acciaio e i titoli delle materie prime (-5,4% il settore): Thyssenkrupp ha perso il 6,1%, Bhp Billinton il 6,1%, Rio Tinto il 6,9%, anche in scia al ribasso del prezzo delle materie prime. Giù anche i titoli del petrolio che risentono della crescita delle scorte Usa e del calo del greggio. Scivola Lufthansa (-5,6%) a causa di una perdita trimestrale di 32 milioni di euro e di prospettive per l'anno che, sebbene "positive", restano soggette a "considerevoli rischi". Restano sotto pressione anche i bancari (-2,9%) su cui aleggia ancora il timore di nuovi aumenti di capitale e le preoccupazioni di richieste dall'Ue che portino alla vendita di asset come successo nel caso di Ing. Affondano così gli istituti che hanno beneficiato di aiuti pubblici come le irlandesi Bank of Ireland (-25%) e Allied Irish Banks (-12%). Ma le vendite hanno colpito un po' tutti a partire dalle auto (-4,8% l'indice Dj Stoxx di settore), dove Renault ha chiuso in calo del 7% dopo i dati di ieri di Daimler (-5,3%) e in attesa del piano Fiat (-6,3% in attesa del piano Chrysler). Di seguito la chiusura degli indici guida delle principali Borse del Vecchio Continente: ATS
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