
I prezzi di case e appartamenti in proprietà torneranno a crescere in mondo significativo: lo prevede lo studio immobiliare 2018 di Credit Suisse, secondo il quale la decisa ripresa economica sta dando nuovi stimoli al settore. La congiuntura fa bene anche al segmento degli uffici, rafforzando i chiari segnali di stabilizzazione del ramo. Ben diversa è invece la situazione sul mercato delle superfici di vendita, che subiscono l'impatto degli acquisti online. Il mercato immobiliare elvetico è sotto pressione in seguito alla crescita record, all'aumento delle superfici sfitte e alla pressione sui canoni locativi, ricordano gli specialisti di Credit Suisse. "Ma la congiuntura giunge in soccorso proprio al momento opportuno", puntualizzano. A loro avviso la vivace e ampia ripresa economica stimolerà infatti la domanda in tutti i segmenti. Gli investitori in futuro non beneficeranno probabilmente più degli elevati rendimenti degli ultimi anni. Tuttavia nel confronto trasversale con gli investimenti alternativi i rendimenti degli investimenti immobiliari diretti e indiretti continuano a essere attrattivi, nonostante il limitato potenziale dei redditi da locazione. Finché i tassi d'interesse rimangono su livelli contenuti mancano infatti alternative d'investimento con un rapporto rischio-ricavi paragonabile. Ciò vale in particolare per il 2018, che non lascia ancora intravedere la fine del periodo di tassi d'interesse negativi. Per quanto concerne i fondi, quelli orientati agli immobili commerciali risultano più attraenti di quelli focalizzati sugli stabili residenziali, in quanto offrono un premio relativamente elevato a fronte del rischio assunto. Secondo la ricerca il calo dei prezzi della proprietà abitativa osservato dopo 14 anni di crescita appartiene già al passato, anche se vi sono differenze regionali: in Ticino vi è ancora una moderata flessione. I prezzi sul mercato delle case di proprietà sono di nuovo in aumento, persino nel segmento di fascia alta. La decisa ripresa economica regala nuovi stimoli alla domanda di proprietà abitativa, tanto più che i costi degli interessi ipotecari continuano ad attestarsi a livelli molto bassi, nonostante un trend in rialzo. La nuova crescita dei prezzi è favorita pure dal costante calo dell'attività edilizia che negli ultimi anni ha interessato il segmento. Gli economisti di Credit Suisse si aspettano per il 2018 un tasso di alloggi vuoti costantemente basso nel segmento della proprietà abitativa e una solida crescita dei prezzi del 2,0-2,5% nella maggior parte delle regioni. Non vi sarà però un ritorno a un esuberante mercato della proprietà, poiché il livello elevato dei prezzi e i provvedimenti normativi dovrebbero neutralizzare in larga parte gli effetti della ripresa della domanda. A lungo termine anche lo sviluppo demografico avrà un impatto negativo sulla domanda: le generazioni che hanno maggiormente stimolato la crescita si avvicinano a un'età in cui nel complesso la domanda di proprietà abitativa inizia a recedere. Lo slancio riacquistato dall'economia svizzera dovrebbe giovare anche alla ripresa del mercato degli uffici. Segnali di stabilizzazione sono già presenti e si moltiplicano sensibilmente: gli esperti della grande banca prevedono quindi un calo delle superfici sfitte e un trend laterale per i canoni di locazione definiti contrattualmente. Tuttavia, poiché dopo due anni di relativa calma si delinea un maggiore ampliamento delle superfici anche sul fronte dell'offerta, la situazione del mercato degli uffici dovrebbe rimanere impegnativa. A medio termine si spera che la ripresa sarà in grado di stimolare in misura sufficiente la domanda. Più a lungo termine, l'invecchiamento della popolazione svizzera, che a partire dal 2025 si tradurrà più o meno in una stagnazione della popolazione attiva, nonché il ridotto consumo di superfici per collaboratore a causa di nuove forme di lavoro non legate a ubicazioni particolari lasciano presagire un sensibile calo delle dinamiche della domanda. Difficile rimane la situazione sul mercato delle superfici di vendita, che pone gli investitori di fronte a grandi sfide. Il calo della produttività per metro quadro, le grandi disparità di crescita tra commercio online e commercio stazionario, nonché l'aumento dei tassi di fallimento indicano che il mutamento strutturale del settore è ancora in corso. Nei paesi con una maggiore quota di commercio online rispetto alla Svizzera si osserva che in definitiva a farne le spese sono gli offerenti di superfici di vendita, che sono confrontati con una diminuzione dei locatari. Poiché l'andamento degli affari è diventato molto più incerto, i commercianti al dettaglio cercano una maggiore flessibilità, riducendo il numero delle loro ubicazioni e sviluppando la loro attività online. Il mutamento strutturale è soltanto agli inizi, secondo Credit Suisse.
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