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Economia
Mercato auto: Usa; vendite restano deboli
Redazione
17 anni fa

Il mercato automobilistico americano si contrae in marzo per il diciassettesimo mese consecutivo, registrando una flessione fra il 40 e il 45%. "Ci stiamo avvicinando al fondo, siamo vicini al punto in cui possiamo voltare pagina" sottolinea Ford, mentre General Motors e Chrysler intravedono nei dati dei segnali si speranza. La più piccola delle case automobilistiche di Detroit accusa una flessione delle vendite del 39% ma, per la prima volta dal settembre 2008, supera quota 100.000 unità, attestandosi a 101.000 vetture. General Motors registra una battuta d'arresto del 45% ma, a livello congiunturale, incassa un aumento delle vendite sia di auto sia di mezzi pesanti. In calo anche Ford, che vede le proprie vendite scendere del 41%. Non va meglio né alle giapponesi né alle tedesche: Toyota cede il 36,6%, Nissan il 38%, mentre Mercedes-Smart accusano un calo del 23%, Bmw del 22,9% e Volkswagen del 20%. Nonostante le pesanti battute d'arresto, le vendite delle case automobilistiche americane registrano cali meno pesanti delle attese degli analisti. Per Gm era stimato un calo del 48%, per Chrysler del 45,8%, per Ford del 45%. A sostegno delle vendite Gmac, la divisione finanziaria di Gm, ha annunciato un taglio dei costi per l'accensione dei finanziamenti e il ritorno alla concessione di prestiti anche in favore di quei consumatori che non godono di valutazioni creditizie lusinghiere. L'amministrazione Obama ha concesso a Gm 60 giorni per presentare un credibile piano di taglio costi, altrimenti per ristrutturarsi la casa automobilistica dovrà ricorrere alla bancarotta protetta. Per raggiungere gli obiettivi fissati da Obama, Gm dovrà spuntare maggiori concessioni da obbligazionisti e sindacati. Gm ha quantificato in 1,1 miliardi di dollari i risparmi dell'accordo raggiunto con la United Auto Workers il 17 febbraio scorso. "Il fatto di aver superato per la prima volta dallo scorso autunno quota 100.000 unità è incoraggiante. E' ancora presto per dire se è un trend ma la primavera mostra segni di speranza", afferma il vicepresidente di Chrysler Jim Press commentando l'andamento delle vendite in marzo. Press si sofferma poi sull'importanza "del voto di fiducia" del governo all'alleanza con Fiat, il cui amministratore delegato Sergio Marchionne è in queste ore negli Usa per trattate la finalizzazione un accordo. Comunque vada la trattativa l'amministrazione Obama ha dato un importante "riconoscimento" a Marchionne: "Qualche anno fa nessuno credeva che Marchionne sarebbe riuscito a" risollevare una Fiat "vicina al collasso, ma è riuscito in questa mission impossible. Risollevare Chrysler sembra un'altra impresa impossibile, ma è una sfida in cui Marchionne può riuscire. O almeno - scrive Automotive News - è quanto il presidente Obama si aspetta. Per Marchionne la sfida di rilanciare un'icona americana a nome del presidente degli Stati Uniti d'America è un importante riconoscimento delle sue capacità, qualunque sia la conclusione" della vicenda. ATS

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