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Economia
"Mai più un'altra UBS"
Redazione
15 anni fa
Le banche dovranno dotarsi di mezzi propri sufficienti a scongiurare quanto successo al colosso bancario nel 2008

Le banche che presentano un rischio sistemico devono dotarsi di strumenti più efficaci - tra cui il rafforzamento dei mezzi propri - affinché lo Stato non debba più intervenire finanziariamente per salvarle da un eventuale tracollo. È quanto prevede la revisione della legge federale sulle banche all'esame della Camera dei cantoni. I dibattiti proseguiranno domani.Nel corso della discussione odierna - interrotta dopo aver trattato i primi nove articoli della legge - la Camera dei cantoni ha espresso la speranza che simile riforma contribuisca ad infondere fiducia nel mondo economico in merito alla solidità dei grandi istituti di credito elvetici in caso di turbolenze finanziarie e ad evitare il ripetersi di quanto accaduto nel 2008 con la crisi di UBS.La revisione mira a regolare il problema del "too big to fail", ossia di quegli istituti troppo grandi per fallire dal momento che una eventuale défaillance di quest'ultimi potrebbe metterebbe in ginocchio un'interna economica.In apertura, a nome della commissione il "senatore" Dick Marty ha dichiarato che la revisione della legge è il risultato del fallimento di Lehmann & Brothers del 2008, "un cataclisma di proporzioni storiche che ha sconvolto il mondo della finanza, obbligando gli Stati ad intervenire massicciamente nell'economia per salvare le banche - tra cui UBS - in barba ai principi liberali invocati fino a quel momento". Secondo il "senatore" ticinese, simili sconvolgimenti sono il frutto dell'avidità, di speculazioni azzardate, di un atteggiamento che pone il guadagno al di sopra di tutto.Pur dicendosi favorevole ad un inasprimento della legge, una minoranza ha sostenuto che le banche avranno difficoltà a rispettare le richieste circa l'incremento dei fondi propri, che per gli esperti dovrebbero raggiungere complessivamente il 19% degli attivi ponderati in funzione dei rischi.ATS

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