
Il mercato dell'oro segna un altro record storico: nella giornata di oggi il prezzo dell'oncia ha superato in rapida successione la soglia dei 5000 e poi dei 5100 dollari, toccando un massimo a 5109 dollari (4036,47 franchi al cambio attuale). Attualmente si attesta attorno a 5093 dollari. Concretamente un chilo d'oro vale ora circa 126'000 franchi.
La corsa del metallo prezioso appare inarrestabile: dal 2025 ha guadagnato circa il 65%, una performance che non si vedeva dal 1979, mentre dall'inizio dell'anno l'incremento è già di quasi il 18%. Gli analisti interpretano questa fuga verso l'oro come un chiaro segnale della bassissima propensione al rischio degli investitori. Secondo Ipek Ozkardeskaya, analista di Swissquote, istituto attivo nell'online banking, è significativo che «questa rinnovata corsa verso i rifugi sicuri avvenga questa mattina, senza grandi notizie sul fronte geopolitico».
Stando agli esperti sono però proprio le tensioni internazionali - dalle ambizioni americane sulla Groenlandia alle minacce doganali, fino ai conflitti in Ucraina e Gaza, come pure le proteste in Iran - ad alimentare la domanda. L'instabilità politica e le frequenti inversioni di rotta dell'amministrazione statunitense stanno erodendo la fiducia nel dollaro e nei titoli di stato, tradizionali beni rifugio, a vantaggio dell'oro. Simon Hartmann, analista di VP Bank, ricorda che «l'oro è considerato una valuta di crisi», apprezzata per la sicurezza che offre in periodi di incertezza, sia essa geopolitica, economica o inflazionistica.
Anche l'argento, il «fratello minore», sta vivendo un rally eccezionale, avendo superato per la prima volta venerdì la soglia psicologica dei 100 dollari per oncia, toccando quotazioni vicine ai 109 dollari. Alexander Zumpfe, trader di Heraeus Precious Metal, leader mondiale nel settore dei metalli preziosi, avverte però che il mercato dell'argento rimane storicamente soggetto a correzioni brusche e a elevata volatilità.
In Svizzera i metalli preziosi godono di grande popolarità, secondo uno studio realizzato nel 2025 dall'università di San Gallo e dalla società di commercio del ramo Philoro: il 71% della popolazione li considera un investimento sensato, con una chiara preferenza per l'oro. A trainare i prezzi, oltre agli investitori privati, contribuiscono anche le banche centrali di molti paesi, prima fra tutte quella cinese, che continuano ad accumulare riserve auree, mentre la Banca nazionale svizzera (BNS) da diversi anni mantiene invariato il suo stock di 1040 tonnellate.

