
L'operazione della Guardia di finanza contro 76 filiali di banche svizzere su suolo italiano continua a suscitare reazioni. Oggi il consigliere agli Stati Filippo Lombardi (PPD/TI) ha chiesto la sospensione dei negoziati sulla revisione della convenzione di doppia imposizione (CDI) tra la Confederazione e la vicina Penisola. Dal canto suo, il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, non ritiene "corretta la via di misure e contromisure". Dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) giunge invece la conferma che le trattative tra i due paesi sono tuttora in corso. Contattato dall'ATS, un portavoce del DFF non ha però voluto fornire dettagli né sul contenuto delle discussioni né sul termine entro il quale l'accordo sullo scambio di informazioni fiscali dovrebbe essere stipulato. Non ha neppure voluto commentare il blitz di martedì delle Fiamme Gialle e rispondere alla domanda se l'offensiva italiana stia influenzando le trattative. Secondo il "senatore" ticinese Filippo Lombardi, la Confederazione dovrebbe invece interrompere i negoziati "fino a quando la situazione non si sarà rischiarata". In un'intervista pubblicata oggi dalla "Mittelland Zeitung", Lombardi - che è pure presidente della delegazione che cura le relazioni con il parlamento italiano - ha aggiunto che non bisogna sottovalutare la posizione del ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti: "con questa campagna contro la Svizzera, Tremonti vuole profilarsi anche nei confronti del premier italiano Silvio Berlusconi". Il consigliere agli Stati democristiano ha affermato che "occorre prendere molto sul serio questo attacco, poiché Tremonti è forse l'unico ministro delle finanze al mondo che nella sua precedente professione quale giurista finanziario ha lui stesso trasferito importanti somme sui conti svizzeri. Conosce quindi perfettamente la materia", ha concluso Lombardi. In seguito alla raffica di controlli nelle filiali italiane delle banche elvetiche, ieri il Dipartimento federale degli affari esteri aveva convocato l'ambasciatore italiano a Berna per avere da lui i necessari chiarimenti. Dal canto suo, il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz aveva dichiarato che la Svizzera "non starà a guardare e valuterà le misure necessarie per difendere la piazza finanziaria ticinese". Oggi sul tema si è pure espresso il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, cercando di smorzare i toni: l'Italia non "ha assolutamente niente contro la Svizzera", con la quale anzi ci sono "eccellenti relazioni", ha dichiarato conversando con i giornalisti a Bruxelles. Frattini ha pure osservato che si è trattato di una "questione interna di investigazioni" e, ad una domanda dei cronisti su possibili ritorsioni da parte della Confederazione, ha affermato di non ritenere "corretta la via di misure e contromisure". Provvedimenti sembra però averli già decisi il Municipio di Chiasso che in una nota odierna ha indicato di avere predisposto - in collaborazione con la polizia cantonale e le guardie di confine - controlli per verificare "un'attività investigativa non autorizzata sul territorio comunale". Si tratterebbe di una prima reazione dopo le segnalazioni sulla presenza di agenti italiani in borghese in territorio elvetico. Sul tema si era espresso ieri, in un intervista pubblicata dalla "Neue Luzerner Zeitung" anche il presidente del governo ticinese, Gabriele Gendotti, il quale aveva precisato che agenti del fisco italiani sarebbero giunti in Svizzera per spiare loro connazionali e avrebbero eseguito controlli sui treni. ATS
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