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Economia
L'industria MEM si riprende leggermente nel primo trimestre
© CdT / Gabriele Putzu
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Ats
7 ore fa
Nuove commesse, fatturato ed esportazioni nel primo trimestre del 2026 sono risultati superiori al livello dell'anno precedente – Tuttavia, la ripresa rimane fragile e non è sostenuta in modo uniforme da tutte le aziende

L'industria metalmeccanica ed elettrica svizzera (industria MEM) ha registrato un leggero miglioramento all'inizio dell'anno. Nuove commesse, fatturato ed esportazioni nel primo trimestre del 2026 sono risultati superiori al livello dell'anno precedente. Tuttavia, la ripresa rimane fragile e non è sostenuta in modo uniforme da tutte le aziende.

Da gennaio a marzo, il giro d'affari nell'industria MEM, nonché nei settori tecnologici affini, è aumentato del 3,4%, indica oggi in una nota l'associazione di categoria Swissmem. Le nuove commesse sono cresciute del 10,1%. Le esportazioni sono aumentate dell'1,1%, raggiungendo i 17 miliardi di franchi. Mentre le grandi aziende hanno sostenuto tale andamento, il fatturato delle PMI è diminuito dell'1,8%.

A livello regionale si è delineato un quadro disomogeneo. Le esportazioni verso l'UE sono aumentate del 3,9% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Al contrario, l'export verso l'Asia è diminuito del 4,5% e quello verso gli Stati Uniti del 4,2%. Anche per i principali gruppi di merci l'andamento è stato disparato. Sono risultate in calo le esportazioni di strumenti di misura, controllo e precisione (-4,4%) nonché di macchine, apparecchi e dispositivi meccanici (-3,9%). È invece aumentato in modo significativo l'export di veicoli ferroviari, stradali e aerei (+28,4%) grazie a singoli ordinativi importanti. Si è inoltre registrato una crescita delle esportazioni di macchine elettriche e beni elettrotecnici (+4,1%) così come di metalli e prodotti metallici (+3,9%).

Stando a Swissmem, il tasso di utilizzo della capacità produttiva si è stabilizzato all'81,6%, rimanendo quindi al di sotto della media di lungo periodo. Secondo il direttore di Swissmem Stefan Brupbach, citato nel comunicato, «gli indicatori più importanti segnalano un andamento che rimane positivo». Tuttavia, una nuova escalation in Medio Oriente, un forte aumento dei costi energetici, nuovi dazi statunitensi o restrizioni commerciali dell'UE rappresentano grandi rischi. In particolare, gli effetti della guerra, iniziata alla fine di febbraio, non si sono ancora completamente riflessi nei dati.