
Dopo aver alzato i prezzi in modo significativo per far fronte all'impennata del costo del cacao, il gigante del cioccolato Lindt & Sprüngli si trova a fare i conti con una reazione dei consumatori più negativa del previsto, specialmente in Europa. Per rispondere al calo delle vendite l'azienda annuncia ora una strategia che prevede selettive riduzioni di prezzo e un nuovo approccio alle dimensioni delle confezioni.
Un'inversione di tendenza
Dai dati diffusi oggi emerge una chiara inversione di tendenza. Nel primo semestre a livello organico (cioè al netto degli effetti di cambio, delle acquisizioni e delle dismissioni), il fatturato è cresciuto su base annua del 4,3%, a 2,3 miliardi di franchi; il dato appare debole se paragonato al +12,4% dello stesso periodo del 2025 e l'incremento è stato interamente trainato dai rincari.
Reazioni inaspettate
L'aumento medio dei prezzi, pari all'11,8%, ha infatti provocato una contrazione dei volumi venduti del 7,5%. «Siamo rimasti tutti un po' sorpresi dalle reazioni in alcuni mercati», ha ammesso nella teleconferenza di commento ai risultati il CEO Adalbert Lechner, citando in particolare la Germania, la Svizzera e il Regno Unito, dove i consumatori hanno ridotto gli acquisti in modo più marcato. Il mercato europeo, cuore pulsante del gruppo, ha registrato un calo organico del giro d'affari del 2,1%, penalizzato non solo dai prezzi elevati, ma anche da una debole attività pasquale, dalla minore affluenza di turisti da Asia e Medio Oriente e dalla recente ondata di caldo.
Tendenza da invertire
Per invertire questa tendenza e stabilizzare le quantità vendute la strategia di Lindt si adatta. L'azienda intende correggere i prezzi al ribasso per alcuni prodotti nei mercati particolarmente sensibili, ma la mossa più innovativa riguarda il formato delle confezioni: saranno più piccole e quindi più convenienti. L'obiettivo è rendere l'acquisto meno gravoso per il portafoglio del compratore finale senza però ridurre il prezzo al chilo.
Rafforzare la collaborazione con la grande distribuzione
Malgrado la contrazione dei volumi, la redditività è comunque leggermente migliorata (risultato operativo Ebit +0,4% a 260 milioni, utile netto +1,6% a 192 milioni) grazie al rigido controllo dei costi e all'efficienza operativa, con un margine operativo salito all'11,2%. Per il secondo semestre, Lindt punta a una stabilizzazione delle quantità vendute e a un ritorno alla crescita dei volumi nel 2027. Nel frattempo, il gruppo intende rafforzare la collaborazione con la grande distribuzione, potenziare la pubblicità e accelerare i programmi di efficienza. L'obiettivo per l'intero anno resta una crescita organica del fatturato compresa fra il 4 e il 6%.
Prevalgono le preoccupazioni
I dati diffusi oggi sono superiori alle attese degli analisti, ma in borsa prevalgono le preoccupazioni per l'andamento ancora debole dei volumi e il dubbio che il gruppo riesca a tornare a una crescita sostenibile delle quantità dopo i massicci aumenti dei prezzi. Il buono di partecipazione (BP, quello cioè che dà diritto al dividendo, ma non concede il voto) in mattinata scendeva dell'1,6%, in un mercato orientato alla stabilità. Negative sono anche le performance da gennaio (-17%), su un anno (-31%) e in un lustro (-3%). Va ricordato che il BP Lindt & Sprüngli, con un corso oggi di 9420 franchi, fa parte del listino SLI, l'indice che comprende i 30 titoli più importanti.
Le origini di Lindt & Sprüngli
Forte di una tradizione di 180 anni, Lindt & Sprüngli si definisce leader mondiale nel settore del cioccolato premium: uno dei suoi prodotti più conosciuti è il coniglietto di cioccolato dorato con campanellina. Il gruppo con sede a Kilchberg (ZH) dispone di dodici impianti produttivi propri in Europa nonché negli Stati Uniti, ha una rete di 620 negozi propri e può contare su un organico di 15'500 dipendenti. La società - che fa risalire le sue origini a Rudolf Sprüngli (1816-1897) di Horgen (ZH) e a Rodolphe Lindt (1855-1909) di Berna - è entrata in borsa nel 1986.

