
Le imprese con impiegati provenienti dall'Ue sono sempre più sorvegliate. Nel quadro delle misure d'accompagnamento alla libera circolazione delle persone, nel 2012 sono state controllate oltre 39'000 società e 150'000 persone, più di quanto disposto dall'ordinanza sui lavoratori distaccati. Nei settori con contratto collettivo di lavoro d'obbligatorietà generale, i controlli hanno destato sospetti di violazione delle condizioni salariali minime nel 42% delle imprese con impiegati distaccati, un aumento del 9% rispetto al 2011. Nelle imprese svizzere la quota è del 23% (-1%), ha annunciato oggi la Segreteria di Stato dell'economia (SECO). L'ordinanza sui lavoratori distaccati prevede 27'000 controlli all'anno. "La professionalizzazione degli organi di controllo consente di contrastare il fenomeno del dumping salariale in maniera più mirata ed efficace", si legge in un comunicato della SECO. Nel 2012 sono state notificate in Svizzera 202'815 persone per impieghi lavorativi inferiori a 90 giorni, il che equivale a un aumento del 13% rispetto al 2011. Quasi la metà erano fornitori di servizi, mentre le rimanenti sono state reclutate da datori di lavoro svizzeri o da agenzie di collocamento di personale a prestito. Con una durata di soggiorno media attorno ai 40 giorni, gli impieghi svolti da persone soggette all'obbligo di notifica sono per la maggior parte brevi. Questi hanno costituito nel 2012 lo 0,6% del volume nazionale d'attività. ATS
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