
Leonteq, gruppo zurighese specializzato in prodotti d'investimento strutturati, ha archiviato l'esercizio 2017 in crescita. L'utile netto, indica una nota odierna della società, si è attestato a 23,1 milioni di franchi, in progressione su un anno del 34%. Tutto ciò in barba a costi eccezionali di 15,9 milioni. L'utile operativo del gruppo ha registrato un incremento rispetto al 2016 del 4% a 215,4 milioni, grazie soprattutto ai ricavi da commissioni e servizi (+18% a 247 milioni). Durante l'esercizio in rassegna, Leonteq è riuscita a comprimere i costi di 24,4 milioni, grazie a provvedimenti di razionalizzazione e al taglio delle capacità negli uffici inutilizzati di Londra e Zurigo. Globalmente, i costi operativi sono cresciuti dell'1% a 192,1 milioni, cifra che include anche un costo unico eccezionale di 15,9 milioni. Per l'esercizio scorso, il Consiglio di amministrazione propone di rinunciare al versamento di un dividendo, allo scopo di preservare il livello di capitalizzazione della società e investire maggiormente nell'espansione delle attività. Lo scorso ottobre, Leonteq aveva annunciato un cambio ai vertici dell'azienda con l'uscita di Jan Schoch, all'epoca CEO e fondatore dell'azienda, e l'arrivo al suo posto del responsabile delle finanze (CFO) e dei rischi (CRO) Marco Amato.
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