
Il crollo della Lehman Brothers ha fatto arrivare in poche ore le sue scosse sismiche alla City di Londra, dove si teme che l'ultima crisi finanziaria internazionale possa definitivamente spingere il Regno Unito nella recessione profonda. Una situazione che, avverte la Cbi, la confindustria britannica, potrebbe costare il posto di lavoro a mezzo milione di persone entro il prossimo anno. Gli esperti della City hanno già definito il crollo delle borse in seguito al crack della Lehman la peggior crisi finanziaria dal 1929, con 50 miliardi di sterline (circa 100 miliardi di franchi) persi dalle prime 100 aziende quotate alla Borsa di Londra in un solo giorno (oggi scesa ai livelli di tre anni fa), con 9 miliardi persi dai fondi pensione privati. Secondo la Cbi, c'è il rischio che mezzo milione di posti di lavoro siano tagliati in seguito alla crisi, portando la disoccupazione a un tasso del 6,5%, sconosciuto nella Gran Bretagna che solo fino a pochi mesi fa aveva una delle economie più dinamiche in Europa. Ieri circa 5.000 dipendenti della Lehman in Gb sono andati a casa. Secondo il direttore generale dell'organizzazione Richard Lambert, "la crescita nel 2009 sarà debole, nella migliore delle ipotesi". La paura principale è che altre banche possano fallire, aggravando la crisi del credito. Per Howard Archer, analista della Global Insight, "probabilmente le banche diventeranno ancora più riluttanti a farsi prestiti tra loro, aumentando così il rischio di approfondire la stretta creditizia, e farla durare per un notevole periodo". Per la Cbi, la Banca d'Inghilterra, che oggi ha immesso sul mercato altri 20 miliardi di sterline, deve tagliare i tassi di interesse per aiutare i cittadini in difficoltà con i pagamenti del mutuo e il costo delle bollette. Ian McCafferty, principale consulente economico della Cbi, ha osservato: "La Bank of England ha avuto le mani legate negli ultimi mesi a causa della crescita costante dell'inflazione. Ma con i prezzi del petrolio che scendono, debole attività economica per molti mesi e scarse indicazioni di crescita dei salari, il taglio dei tassi sarà presto giustificato e fornirà un aiuto gradito a famiglie e aziende". Per il Cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling, comunque, le misure nazionali contro la crisi potrebbero non bastare, ed "occorre agire a livello internazionale". "Noi introdurremo comunque misure a livello nazionale per rinforzare la gestione del sistema finanziario", ha affermato alla Bbc, concludendo con una nota ottimista (dopo che il mese scorso aveva affermato che la situazione economica del Regno Unito era la peggiore degli ultimi sessant'anni): "E' chiaramente un periodo difficile, ma sono certo che ne usciremo". ATS
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