
L’economia va a rotoli, ma la Svizzera dovrebbe avere le armi per parare il colpo. È questo, in estrema sintesi, ciò che esce dal Monitor Svizzera pubblicato oggi da Credit Suisse. L’ombra della recessione è all’orizzonte ma, secondo gli economisti della seconda banca svizzera, grazie all’aumento dell’occupazione e dei salari (calcolato nel +2,3%) i consumi consentirebbero di ovviare al rischio recessione: “i redditi della famiglie stanno crescendo più dei prezzi”, si legge. Inoltre, l’inflazione avrebbe “superato il suo picco massimo e in tempi brevi dovrebbe scendere nuovamente a un livello equiparabile alla stabilità dei prezzi”.
I risparmi della pandemia
Ad aiutare le economie domestiche, inoltre, secondo l’analisi di Credit Suisse, dovrebbero esserci ancora parte dei soldi risparmiati durante i momenti peggiori della pandemia: “Le famiglie dispongono in media ancora di ammortizzatori finanziari risalenti al periodo dei lockdown”, scrive la banca.
Immigrazione che aiuta i consumi
A contribuire alla tenuta dei consumi, infine, vi è l’aumento della popolazione attiva dovuto all’immigrazione: “Gli economisti di Credit Suisse prevedono un'immigrazione netta di 75’000 unità nel 2022 e di 70’000 unità nel 2023, il che ancora una volta fa della migrazione un volano significativo della crescita dei consumi”, si legge.
Industria meno positiva
La situazione si fa diversa se si guarda all’industria: “Nel sondaggio di ottobre tra i responsabili degli acquisti (sondaggio PMI), circa il 4% delle aziende industriali ha dichiarato di aver sospeso parte della produzione a causa della situazione sul mercato del gas; inoltre, persino quasi il 10% delle aziende industriali interpellate ha ridotto la produzione per effetto degli alti prezzi dell'energia elettrica”. Per sopperire a eventuali penurie energetiche, le aziende hanno puntato sulle soluzioni di emergenza: “Il 18% delle aziende ha acquistato generatori di emergenza o batterie, e anche l'installazione di impianti fotovoltaici figura nel catalogo dei correttivi. In prospettiva di una carenza di gas, il 40% delle aziende industriali ha convertito i propri impianti per farli funzionare a gasolio”.
Tassi d'interesse più bassi rispetto all'estero
Infine, parlando di tassi d’interesse, la Svizzera dovrebbe continuare a godere di una situazione migliore rispetto agli altri Paesi. “Gli economisti di Credit Suisse prevedono che il livello dei tassi in Svizzera rimarrà per il momento inferiore rispetto all'estero e intravedono nelle differenze di aspettative inflazionistiche tra le aree monetarie i principali volani del differenziale d'interesse. Data l'inflazione più contenuta in Svizzera, il «bonus d'interesse» dovrebbe protrarsi nel tempo, a condizione che la Banca nazionale svizzera (BNS) non elevi il suo obiettivo di inflazione o non allenti i suoi sforzi per ridurre il rincaro, interventi entrambi piuttosto improbabili a giudizio degli economisti di Credit Suisse”, conclude il rapporto.

