
"Il sole splende sull'economia mondiale, ma le nuvole che si addensano all'orizzonte, da sei mesi a questa parte, diventano sempre più scure, di giorno in giorno, e ancor di più da questo weekend". Ricorre al linguaggio figurato la numero uno del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, a Berlino, per trasmettere l'ansia condivisa dai leader dei principali istituti economici mondiali, che si sono incontrati oggi in cancelleria con Angela Merkel, per un summit divenuto ormai tradizionale (è alla decima edizione). Un incontro - hanno partecipato i numeri uno di Fmi, Wto, Ocse, Banca mondiale, Ilo e, per la prima volta, anche della Banca africana per lo sviluppo - caduto proprio dopo il disastro del G7, strapazzato dal passo indietro di Donald Trump. E il comunicato finale degli istituti riflette tutta la difficoltà del momento e mette nero su bianco che oggi "più che mai serve un multilateralismo funzionante", sottolineando il ruolo cruciale del Wto "contro il protezionismo". "Le sfide globali hanno bisogno di un'attenzione globale, di una responsabilità globale e di soluzioni globali", si legge. La congiuntura internazionale continua a essere positiva, la crescita mondiale nel 2017 è salita dal 3,7% al 3,8 e per il 2018 le previsioni sono di un ulteriore aumento al 3,9. "Ma nonostante la buona congiuntura economica ci sono rischi di un deterioramento della situazione", avvertono i leader nella dichiarazione congiunta, che cita "l'improvviso inasprimento della situazione finanziaria, una forte inversione dei flussi capitali e una escalation delle tensioni nelle politiche commerciali, che ostacolano l'integrazione globale".
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