Cerca e trova immobili
Economia
La Fed punisce Wells Fargo, l'ultimo colpo di Yellen
Redazione
9 anni fa

Fra poche ore Janet Yellen dirà definitivamente addio alla banca centrale americana Fed, ma non ha voluto lasciare il suo lavoro incompiuto. Così, ormai dall'uscio di quella che per oltre vent'anni è stata la sua casa, ha sparato l'ultimo colpo contro uno dei giganti del sistema bancario americano: Wells Fargo, protagonista negli ultimi mesi di uno scandalo che ha indignato l'America. Colpevole di aver permesso una frode ai danni dei propri clienti senza che nessuno intervenisse. Per questo al gruppo non sarà più permesso di crescere fino a che non avrà portato a termine una profonda riforma interna, a partire dai meccanismi di vigilanza. Mentre altri quattro membri del suo board dovranno essere, di fatto, 'cacciati', arrivando ad un completo rinnovamento del gruppo dirigente. La punizione è durissima. Del resto si parla di milioni di conti correnti falsi aperti all'insaputa di clienti che si sono ritrovati a pagare costi ingiustificati. Una macchia che ha sporcato la storia di uno degli istituti bancari più' antichi negli Usa, che ha il suo quartier generale a San Francisco, proprio dove Yellen dal 2004 al 2010 è stata presidente della Fed locale. Per l'economista di Brooklyn, nominata presidente da Barack Obama, la questione non poteva restare in sospeso. "La Fed non tollererà più abusi", il monito della banca centrale statunitense che da lunedì sarà guidata da Jerome Powell. "Non possiamo tollerare casi di cattiva condotta a nessuna banca, e i consumatori danneggiati da Wells Fargo si aspettano una riforma ampia e robusta per assicurarsi che gli abusi non si verifichino più", spiega motivando le nuove sanzioni la stessa Yellen, che ha anche inviato una lettera alla senatrice dem Elizabeth Warren, paladina di tante battaglie contro le pratiche illegali dei giganti di Wall Street. Nel dettaglio Wells Fago fino a che non avrà portato a termine una seria riforma (la scadenza è fissata per il 30 settembre) non potrà superare l'attuale livello di asset pari a 1'950 miliardi di dollari, limitando i depositi di aziende e di altre banche, e abbandonando la negoziazione di nuovi asset o di altri investimenti di breve termine. Insomma, dovrà per ora accantonare ogni ambizione di ulteriore crescita con una posta in gioco molto alta, vista l'entità delle spese da sostenere per le azioni legali da cui è chiamata a difendersi. Dopo quest'ultimo colpo di coda Yellen, che con la sua politica di rialzo dei tassi ha traghettato l'economia Usa definitivamente fuori dalla crisi, da lunedì raggiungerà nel board della Brookings Institution di Washington il suo predecessore: Ben Bernanke.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata