
La Banca nazionale svizzera (BNS) mostra un certo ottimismo su un ritorno alla crescita economica. Pur mantenendo la rotta espansionistica della politica monetaria, l'istituto segnala che la recessione in Svizzera si è rivelata meno dura del previsto. "La situazione economica internazionale è migliorata negli ultimi mesi e il calo dell'economia svizzera si è rivelato nettamente meno serio del previsto nel secondo trimestre", ha indicato la BNS nel rapporto trimestrale sulla situazione economica e monetaria. Il Prodotto interno lordo (PIL) della Svizzera si è contratto dello 0,3% fra aprile e giugno rispetto al primo trimestre e del 2% su base annua. Di conseguenza la BNS ha rivisto al rialzo le previsioni ipotizzando un calo tra l'1,5 e il 2% per quest'anno, mentre prima temeva che fosse fra il 2,5 e il 3%. Anche se gli USA e alcuni paesi europei confermeranno il ritorno della crescita prima della fine del 2009, la BNS insiste sul fatto che la situazione congiunturale rimane difficile in Svizzera. L'attività continua a contrarsi nell'industria, la disoccupazione progredisce e la fiducia dei consumatori rimane a bassi livelli. Il settore d'esportazione dovrebbe rialzare la testa approfittando della ripresa mondiale, malgrado la domanda resti timida per i beni di investimento e i beni di consumo durevoli. La richiesta interna avrà un ruolo moderatore vista la debolezza del consumo privato. Sul fronte dei prezzi, l'inflazione rimane sotto controllo. Senza scartare definitivamente lo spettro della deflazione, la BNS segnala che non potrà mantenere "a tempo indeterminato" una politica monetaria espansionistica "senza mettere in pericolo la stabilità dei prezzi a medio e lungo termine". Un commento che lascia presagire un prossimo aumento dei tassi, forse fra tre o sei mesi. Per il momento questi rimangono a un livello storicamente basso, con il margine di fluttuazione del Libor a 0-0,75%. La banca centrale continuerà ad alimentare "generosamente" l'economia con liquidità e a combattere in modo risoluto l'apprezzamento del franco sull'euro per non rovinare sul nascere le prospettive di rilancio delle esportazioni. La previsione dell'inflazione rimane quasi invariata per quest'anno con un tasso negativo dello 0,5%, confermando la tendenza osservata dalla primavera. Il rincaro riprenderà nel 2010 (+0,6%) e 2011 (+0,9%). Il messaggio della BNS corrisponde alle attese degli osservatori. L'istituto costata un netto miglioramento anche nel settore finanziario, ma mette in guardia da un nuovo deterioramento che potrebbe interessare le banche e l'economia. ATS
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