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La BNS lascia il tasso guida allo 0,0% in linea con le attese
© Gabriele Putzu
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Ats
13 ore fa
È la quarta volta consecutiva che l'entità guidata da Martin Schlegel opta per la stabilità – Il prossimo esame della situazione è in programma il 24 settembre

La Banca nazionale svizzera (BNS) lascia invariata la sua politica monetaria: l'istituto mantiene il suo tasso guida allo 0,0%, il livello a cui si trova dal giugno 2025. È la quarta volta consecutiva che l'entità guidata da Martin Schlegel opta per la stabilità. La mossa comunicata alle 09.30 nell'ambito del tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria è perfettamente in linea con quanto atteso dagli esperti: i 17 analisti presi in considerazione dall'agenzia Awp scommettevano infatti sullo status quo, che dovrebbe peraltro proseguire - questa l'attuale previsione degli specialisti - almeno sino alla fine dell'anno.

I prezzi non corrono

Non si ravvede infatti necessità di agire, visto che i prezzi al momento in Svizzera non corrono, contrariamente a quanto avviene in altre economie occidentali. In maggio, infatti, l'inflazione di base (o inflazione core o zoccolo dell'inflazione: il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti) si è attestata allo 0,3% su base annua. E l'inflazione complessiva è stata dello 0,6%, malgrado la progressione dei prezzi dell'energia a seguito del conflitto in Medio Oriente.

Federal Reserve e BCE

Come sempre la Banca nazionale deve comunque guardare anche ad altre realtà. Ieri la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati, ma ha aperto la strada a un possibile rialzo del costo del denaro. La settimana scorsa la Banca centrale europea (BCE) ha aumentato il costo del denaro di 0,25 punti, per la prima volta dal settembre 2023. Queste tendenze all'estero dovrebbero attenuare la pressione al rialzo sul franco.

Frenare la progressione

Come si ricorderà dopo un lungo periodo di tassi negativi (2015-2022), per frenare la progressione dei prezzi la BNS fra il 2022 (inflazione media annua al 2,8%) e il 2023 (rincaro al 2,1%) aveva proceduto a cinque aumenti del tasso guida, che era così salito dal -0,75% al +1,75%. Nel 2024 (rincaro 1,1%), constatando che l'inflazione era tornata sotto il 2%, l'istituto aveva cominciato nuovamente ad abbassare il costo del denaro, procedendo a sei tagli consecutivi, fino a metà 2025, quando il tasso guida è stato azzerato. Da allora non si è più mosso. La BNS decide normalmente sui tassi a ritmo trimestrale: il prossimo esame della situazione è in programma il 24 settembre.

Al rialzo le stime per l'inflazione

La Banca nazionale svizzera ha anche ritoccato leggermente al rialzo le sue previsioni relative all'inflazione per il 2026 e il 2027: la crescita dei prezzi nella Confederazione viene vista allo 0,6% per entrambi gli anni, a fronte dello 0,5% (pure per il biennio) ipotizzato tre mesi or sono. Anche il pronostico relativo al 2028 subisce un incremento di 0,1 punti, salendo allo 0,7%. Le previsioni sono state pubblicate oggi in occasione del tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria, che ha portato l'istituto a mantenere il tasso guida allo 0,0%: una stabilità che è stata in linea con quanto atteso dagli esperti.

Incertezza elevata

Sul fronte congiunturale, l'incertezza si conferma elevata soprattutto alla luce della situazione ancora fragile in Medio Oriente, a detta degli esperti della BNS. L'istituto conferma la sua previsione di un'espansione del prodotto interno lordo (Pil) per l'anno in corso che dovrebbe attestarsi a circa 1%, mentre per il 2027 viene ipotizzato un valore di circa l'1,5%. Nel suo scenario di base la Banca nazionale ipotizza che nei prossimi trimestri l'inflazione rimanga elevata a livello globale a causa dell'aumento dei prezzi delle materie prime. Inoltre, nel breve periodo l'espansione dell'economia mondiale dovrebbe risultare più moderata che nei trimestri precedenti. Nel medio periodo la crescita dovrebbe però riprendere vigore.

Andamento resiliente

In Svizzera l'andamento economico si è mostrato resiliente agli effetti del conflitto in Medio Oriente. Nel primo trimestre il prodotto interno lordo ha registrato una crescita solida, ma nel frattempo la disoccupazione è leggermente salita. «Nei prossimi trimestri l'evoluzione più moderata dell'economia mondiale dovrebbe smorzare la crescita in Svizzera, mentre la politica monetaria agirà da sostegno», si dicono convinti i vertici della BNS. L'istituto ribadisce inoltre l'intenzione di contrastare un rapido ed eccessivo apprezzamento del franco che metterebbe a repentaglio la stabilità dei prezzi nella Confederazione. «In caso di necessità, la disponibilità della Banca nazionale a intervenire sul mercato dei cambi è elevata», afferma l'entità guidata da Martin Schlegel. Tre mesi or sono aveva già inasprito i toni parlando di una «aumentata disponibilità» a intervenire.

Situazione sotto osservazione

La BNS fa sapere che continuerà a osservare attentamente la situazione e, se necessario, adeguerà la politica monetaria per far sì che l'inflazione a medio termine si mantenga nell'area di stabilità dei prezzi, che l'istituto individua in un intervallo fra lo 0% e il 2%. Come noto il rincaro in maggio si è attestato allo 0,6%; l'inflazione di base (o inflazione core o zoccolo dell'inflazione: il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti) era dello 0,3%.