Cerca e trova immobili
Economia
La Banca nazionale svizzera mantiene invariati i tassi
Redazione
17 anni fa

Vista la profonda recessione, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha deciso di proseguire la sua politica monetaria espansiva. Come atteso, la fascia di oscillazione del Libor a tre mesi rimane allo 0-0,75%, con l'obiettivo di condurre il tasso di riferimento allo 0,25%. L'istituto di emissione continuerà ad ostacolare la rivalutazione del franco rispetto all'euro. Inoltre la banca centrale elvetica cercherà anche nei prossimi tempi di influire sulle condizioni del mercato dei capitali mediante l'acquisto di obbligazioni, uno strumento non convenzionale, visto il margine di manovra ormai limitato sul fronte dei tassi. La BNS continuerà a fornire generosamente liquidità all'economia, indica una nota. Malgrado alcuni segnali positivi, la situazione economica internazionale è tuttora sfavorevole e non si può escludere un ulteriore contraccolpo. Con tutte queste misure, la BNS spera di fare uscire il paese dalla recessione il più presto possibile. Ma ci vorrà tempo. Jean-Pierre Roth, presidente della direzione dell'istituto, intravvede primi segnali incoraggianti all'estero e spera che progressivamente si estendano alla Svizzera. Dal secondo trimestre la spirale al ribasso delle esportazioni dovrebbe perlomeno rallentare. Tuttavia a causa della debolezza della domanda interna e della riduzione delle scorte, accumulate negli ultimi tempi, l'economia dovrebbe continuare a contrarsi nei prossimi mesi. La BNS non ha ritoccato le proprie previsioni sull'andamento del prodotto interno lordo (Pil) svizzero per il 2009, che è atteso in calo del 2,5-3%. I rischi che si faccia peggio di così rimangono alti, ha osservato Roth. Per il 2010 è atteso un anno di "stagnazione o di lieve recessione". Preoccupa anche la disoccupazione, che nei prossimi trimestri dovrebbe crescere fortemente. Il rischio di una deflazione si è attenuato, ma persiste. Secondo i vertici dalla banca quest'anno l'indice dei prezzi al consumo dovrebbe segnare un ribasso dello 0,5%. Anche tale stima non è stata modificata. Per il 2010 è pronosticato un rincaro dello 0,4%, mentre in precedenza era stato indicato un valore vicino allo zero. Per il 2011 è previsto un tasso dello 0,3%. Viste le previsioni sull'inflazione e il pericolo di un ulteriore peggioramento della congiuntura, la banca è dell'avviso che il tempo per una correzione non sia ancora venuto, ma che non sia neppure necessario allentare ulteriormente le condizioni della politica monetaria, ha affermato Roth. Continua a preoccupare anche il sistema finanziario. L'UBS e il Credit Suisse - specialmente la prima - non navigano ancora in acque tranquille. Il sistema finanziario internazionale "è e rimane fragile", ha rilevato dal canto suo Philipp Hildebrand, vicepresidente della direzione della BNS. Le grandi banche devono rafforzare la loro capacità di resistenza per poter affrontare eventuali peggioramenti della situazione. Hildebrand ha chiesto ai due giganti bancari di ridurre ulteriormente le loro posizioni a rischio e di rafforzare i mezzi propri. Sulla scia della crisi finanziaria poi estesasi all'economia reale, la BNS ha ridotto in cinque mosse il suo tasso di riferimento dal 2,75 allo 0,25%. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata