
L'economia svizzera rimane robusta: il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF) ha quindi rivisto al rialzo le sue previsioni sull'evoluzione del prodotto interno lordo elvetico. Rispetto all'1,7% pronosticato tre mesi fa, gli esperti prevedono ora una crescita del PIL pari all'1,9% per quest'anno. E per il 2016 dovrebbe risultare un +2,1%. A sostenere l'economia elvetica sono soprattutto il miglioramento della congiuntura globale e i consumi privati, ha indicato oggi il KOF. Dopo un terzo trimestre migliore del previsto, le esportazioni approfitteranno della ripresa mondiale nei prossimi mesi. I consumatori beneficeranno pure della caduta dei prezzi del petrolio. L'istituto zurighese ha rielaborato anche le proprie stime sull'inflazione rispetto a tre mesi fa: si attende ora un -0,1% per il 2015 (contro un +0,3%) e un +0,5% per il 2016 (+0,6% in precedenza). La domanda interna privata dovrebbe così essere stimolata. Le prospettive sono più cupe per l'edilizia: gli investimenti in questo settore dovrebbero diminuire l'anno prossimo. Questa flessione si ripercuoterà sul mercato del lavoro. Il KOF si attende comunque un tasso di disoccupazione del 3,2% nel 2014 e una stagnazione attorno al 3,1% nel 2015 e nel 2016. A titolo di paragone, la Banca nazionale svizzera (BNS) prevede un aumento del PIL compreso tra l'1,5% e il 2% nel 2014 e del 2% nel 2015. La Segreteria di Stato dell'economia si aspetta una crescita rispettivamente dell'1,8% e del 2,4%. Gli esperti dell'UBS prospettano invece una crescita del PIL dell'1,6% per il 2014 e dell'1,4% per il 2015, quelli del Credit Suisse rispettivamente dell'1,8% e dell'1,6%.
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