
Julius Bär ritiene che l'economia svizzera continuerà a crescere in maniera robusta: nei prossimi due anni il prodotto interno lordo (pil) dovrebbe progredire dell'1,5% ciascuno, un po' meno fortemente di quest'anno (+1,7%). Nel 2017 e 2018 dovrebbero diminuire la spesa pubblica, le esportazioni e gli investimenti in beni d'equipaggiamento. Per gli Stati Uniti la banca zurighese prevede un aumento del pil del 2,4% nel 2017, dopo il +1,5% stimato per quest'anno. Questo perché i massicci piani d'investimento nell'infrastruttura preannunciati durante la campagna elettorale da Donald Trump potrebbero dare una forte spinta all'economia americana, hanno spiegato oggi gli esperti di Julius Bär davanti ai media. Tuttavia bisogna chiedersi come egli intenda finanziare i propri programmi: se dovesse coinvolgere investitori privati rischierebbe di guidare il paese verso una nuova crisi. Nel 2017 l'inflazione negli USA dovrebbe attestarsi al 2,2%, dopo un +1,2% quest'anno. Dalla Federal Reserve l'istituto zurighese si aspetta tre aumenti dei tassi d'interesse dello 0,25% l'anno prossimo e quattro quello seguente. In questo modo i tassi dovrebbero salire dall'attuale 0,5% al 2,25% a fine 2018.
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