
Julius Bär ha raggiunto un accordo con le autorità tedesche per evitare un "lungo" procedimento in relazione a casi di evasione fiscale. La banca zurighese pagherà un importo unico di 50 milioni di euro (64,8 milioni di franchi), in cambio saranno archiviate le indagini contro l'istituto e suoi "collaboratori ignoti", ha comunicato oggi la stessa banca. All'origine delle inchieste vi erano auto-denunce da parte di clienti tedeschi e dati acquistati dalle autorità. Quest'ultimo aspetto rimanda ai CD rubati che l'anno scorso hanno fatto discutere in un contesto di attacchi contro il segreto bancario. "Julius Bär non ha fornito alcuna informazione alle autorità tedesche", ha spiegato Boris Collardi, Ceo dell'istituto in occasione di una conferenza telefonica. La banca non ha mai visto CD e non sa nulla dei loro contenuti, ha precisato un portavoce contattato dall'ATS. Con questo epilogo, Julius Bär è di nuovo in regola nei confronti della giustizia tedesca. Il gruppo zurighese intende ormai concentrarsi sullo sviluppo della sua attività in Germania. "Un importante mercato di crescita", ha detto Collardi. Julius Bär ha una forte presenza in Germania. Oltre a una sede a Francoforte sul Meno, la banca ha succursali a Monaco, Stoccarda, Düsseldorf e Amburgo. All'inizio di quest'anno se ne sono aggiunte altre due - a Würzburg e a Kiel - con venti collaboratori. I 50 milioni di euro saranno contabilizzati nel primo semestre, ha precisato Collardi. ATS
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