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Economia
Julius Bär ammette, nel mirino delle autorità fiscali americane
Redazione
15 anni fa

Sempre più banche svizzere ammettono di essere finite nel mirino del fisco americano. La Julius Bär figura nell'elenco degli istituti di credito che devono fornire alle autorità giudiziarie statunitensi dati sul numero dei propri clienti, ha detto oggi all'agenzia Reuters un portavoce del gestore patrimoniale, confermando un'informazione pubblicata dal quotidiano zurighese "Tages Anzeiger". La banca ha annunciato nella tarda estate del 2009 l'uscita dalle attività negli USA e da allora ha messo in atto la decisione, ha aggiunto il portavoce. La settimana scorsa la Banca cantonale di Zurigo (BCZ) ha reso noto di essere stata informata circa un'indagine nei suoi confronti. La BCZ sta chiarendo le circostanze, ha osservato l'istituto. In precedenza la Banca cantonale di Basilea aveva dichiarato di essere menzionata in un atto di denuncia americano e di avere fornito agli USA dati sul numero di clienti e sull'ammontare dei patrimoni gestiti. La vertenza interessa anche il Credit Suisse. Complessivamente le autorità statunitensi stanno esaminando la posizione di undici banche elvetiche, per accertare se abbiano aiutato cittadini americani ad evadere il fisco. Nel 2009, l'UBS si era dichiarata colpevole e aveva pagato una multa di 780 milioni di dollari. Inoltre, la maggiore banca svizzera era stata costretta a fornire il nome di circa 4500 clienti sospettati di sottrazione fiscale. ATS

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